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Astaldi (2 bond in Eur, di cui 1 cv)

Imark

Administrator
Membro dello Staff
continua il crollo -7% 83,10
Imark quando hai tempo potresti rispondermi al post precedente in merito al rifinanziamento dell'obbligazione?
grazie
Il bond scade nel 2020, o viene rifinanziato prima di allora o viene ripagato cash alla scadenza. Normalmente i bond in scadenza vengono rifinanziati attraverso nuove emissioni. Qui chiaramente per poter arrivare ad un tale risultato devono aver chiuso l'aucap e realizzato la vendita degli asset turchi
 
Astaldi: P. Astaldi, Ihi non è partner ‘mordi e fuggi

(AdnKronos) - Astaldi si è poi soffermato sulla questione relativa alla clausola sospensiva per il costituendo consorzio di garanzia per l'aumento di capitale riguardante la cessione della concessione del terzo ponte sul Bosforo. La clausola, ha spiegato, "prevede non la vendita ma prevede che la società debba ricevere per la cessione della concessione del terzo ponte sul Bosforo un'offerta vincolante e di soddisfazione delle banche". E "non c'e' nulla di strano e di inusuale", ha precisato Astaldi. Per il terzo ponte sul Bosforo, l'offerta vincolante, ha indicato Astaldi, è prevista entro il prossimo mese di giugno. E a chi gli chiedeva se vi fosse un piano B, il presidente del gruppo ha risposto: "il piano b è quello di avere più di un'offerta e siamo piuttosto tranqulli"

http://www.cataniaoggi.it/astaldi-p-astaldi-ihi-non-partner-mordi-e-fuggi2/
 
Ultima modifica:
Sì. Il fatto che ci sia dentro io non è necessariamente garanzia di buon esito della vicenda, faccio notare :D
per 6 mesi non si è fatto altro che aspettare questo ADC.... è stato annunciato insieme ad un nuovo partner, la scorsa settimana è salito fino a 92 su rumors... oggi è stato confermato, prima sale a 92 per poi scendere a 83... mi chiedo come mai questa discesa, ce chi dice per i conti della trimestrale e chi per le condizioni imposte per la riuscita dell ADC... chi ci capisce è bravo... chiedo opinioni da te...
 

Imark

Administrator
Membro dello Staff
per 6 mesi non si è fatto altro che aspettare questo ADC.... è stato annunciato insieme ad un nuovo partner, la scorsa settimana è salito fino a 92 su rumors... oggi è stato confermato, prima sale a 92 per poi scendere a 83... mi chiedo come mai questa discesa, ce chi dice per i conti della trimestrale e chi per le condizioni imposte per la riuscita dell ADC... chi ci capisce è bravo... chiedo opinioni da te...
Occorre avere una visione di insieme delle cose, non di sola Astaldi vivono i mercati.

Oggi è stata una giornata di ritorno in auge del "rischio Italia", e in questi casi più speculativo è il tema di investimento, più forte è la bastonatura.

Così il Ftse Mib ha perso il 2,32%, i bond corporate esposti all'Italia (e più in generale ai cd. PIGS) hanno sofferto in funzione sia della misura della esposizione che del merito di credito (il rating) e Astaldi, che oggi è il tema "italiano" più speculativo di tutti, è quello che ha sofferto maggiormente.
 
Analysts also were curious about the company’s need to pursue the €300 million capital increase, as the proceeds from disposals and projected free cash flow generation should be enough, in the company’s view, to materially delever. Management said the capital raise will make the company “stronger” and less exposed to unforeseeable events.

It added that this will help the company reach its main goal of refinancing its €750 million senior notes and achieving a B credit rating that it will need to come back to the bond market. Astaldi, which is currently rated Caa1/CCC by Moody’s and S&P, respectively, expects to generate approximately €790 million from the disposal of the Third Bosphorus Bridge, the GOI Motorway, the Felix Bulnes Hospital, and the Venice-Mestre Hospital over 2018 and 2019.
 
The company also clarified the structure of the Third Bosphorus Bridge concession, noting that, after calculating actual use for the full year, the minimum guarantee balance is collected in April for the previous year. Traffic is currently below the minimum guarantee level but, after the opening of the third Istanbul airport, management expects traffic to increase significantly. With respect to other assets, Astaldi expects to sell its stake in the Venice-Mestre Hospital in 2018 and its stake in the GOI motorway in 2019. These assets have book values of €50 million and €370 million, respectively, and management said that preliminary work on the disposal of the motorway has started earlier than planned, with negotiations underway.
 
At quarter-end, the company’s €500 million RCF was fully drawn while its €120 million RCF was drawn for €65 million. Total facility availability at quarter-end was €208 million, consisting of €45 million of committed lines and €163 million of uncommitted lines. During the call, management clarified that it wants to extend the maturity of the RCFs, which expire in November 2019, by three years but that this is not a condition precedent in the underwriting agreement for the capital increase.
 
L'aumento di capitale dipende da Astaldi che riceve "offerte adeguate" per il ponte, ha detto la direttrice investor relations Alessandra Onorati in una conference call, senza rivelare un prezzo minimo accettabile. Astaldi ha ricevuto offerte non vincolanti e si aspetta di ottenere le offerte finali entro la fine di giugno, ha detto.
 
PRIMA PAGINA
17 Maggio 2018
Il Sole 24 Ore

Costruzioni. La garanzia delle banche vincolata alla vendita del ponte sul Bosforo
Astaldi, piano da 2 miliardi Arriva il socio giapponese
Aumento entro l’estate, poi rifinanziamento e cessioni
Nel complessivo accordo di rafforzamento patrimoniale di Astaldi c’è un tassello, chiave, a cui è legato il buon esito dell’operazione: la vendita del Ponte sul Bosforo. Come spiegato ieri dalla società e dal presidente del gruppo, Paolo Astaldi, l’intesa con le banche prevede la presenza di una clausola per cui il consorzio di garanzia dell’aumento si formerà e si farà carico dell’inoptato solo se arriveranno sul tavolo della compagnia offerte vincolanti «soddisfacenti» per l’asset turco. A stabilire se il prezzo sarà congruo saranno gli istituti di credito stesso. In proposito, va ricordato che il ponte è in carico a 350 milioni di euro.
Il numero uno non ha voluto far alcun ulteriore riferimento a cifre. Piuttosto ha sottolineato che al momento ci sono diverse «manifestazioni d’interesse» e le proposte «vincolanti sono attese per giugno». Tra poco più di un mese, dunque, si capirà se ci saranno le condizioni per avviare e completare il riassetto. Riassetto che si fonda su tre pilastri principali: un aumento di capitale da 300 milioni, la cessione di asset per 790 milioni e il rifinanziamento del debito tra il bond high yeld in scadenza nel 2020 da 750 milioni e linee di credito per 350 milioni. In tutto si parla di una manovra di rafforzamento da 2 miliardi di euro.
La novità più importante, relativamente all’iniezione di liquidità, è evidentemente la presenza di IHI come futuro partner della famiglia Astaldi. Il gruppo giapponese, quotato alla Borsa di Tokyo con un fatturato consolidato di circa 12 miliardi di euro, investirà circa 112,5 milioni di euro nella ricapitalizzazione.
Il che significa che al termine dell’operazione, la Finast della famiglia Astaldi, che sottoscriverà l’aumento per 46,5 milioni, avrà il 35% del capitale (in parte attraverso una controllata lussemburghese) e circa il 50,2% dei diritti di voto mentre IHI il 18% del capitale e il 13% dei diritti di voto. L’accordo prevede un lock-up di tre anni per la quota in mano a IHI. Ma, come ha sottolineato Paolo Astaldi, «questa è una partnership di lungo termine». I giapponesi investiranno sia nell’acquisto di una parte dei diritti di opzione per l’aumento spettanti alla famiglia Astaldi sia per la sottoscrizione delle nuove azioni rinvenienti dall’iniezione di liquidità. In questo modo si va a saldare un’alleanza già nata qualche tempo fa grazie alla costruzione, in tandem, del ponte Osman Gazi in Turchia. IHI «è un partner molto importante che noi conosciamo bene», ha ricordato il numero uno. «Abbiamo deciso di cominciare un percorso insieme - ha aggiunto - che ci porta ad avere un diverso approccio al mercato. Oggi la competizione è molto forte e molto sentita e per rispondere a questo e alla crisi del settore abbiamo spostato la competizione sulla qualità». Inoltre, ha aggiunto l’amministratore delegato di Astaldi, Filippo Stinellis, l’intesa «rende più concreti e raggiungibili gli obiettivi» del gruppo italiano.
Rispetto alle tempistiche della ricapitalizzazione, Paolo Astaldi si aspetta che possa partire entro l’estate. Diversamente, il rifinanziamento del debito e la cessione degli asset sono due target che verranno centrati nei prossimi 18 mesi. Più nel dettaglio Astaldi stima un incasso dalla cessione del Ponte sul Bosforo di 350 milioni, altri 50 milioni dalla valorizzazione dell’ospedale di Venezia-Mestre e 370 milioni da Goi Motorway.
Tutto questo contribuirà a portare maggiore flessibilità finanziaria e una sostanziale riduzione del debito, obiettivo quest’ultimo dichiarato da tempo. Più nel dettaglio, il piano prevede di ridurre l’indebitamento finanziario netto dai circa 800-900 milioni indicati nella guidance 2018 a meno di 200 milioni a fine piano (2022). I ricavi sono attesi in crescita dagli attuali 3,3 miliardi a 4,2 miliardi mentre l’ebitda dovrebbe salire dai 350 milioni di quest’anno ai 370 milioni del 2022.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Laura Galvagni
 
PRIMA PAGINA
17 Maggio 2018
Il Sole 24 Ore
Grandi Opere. Il mercato domestico difficile ha costretto ad andare in zone ad alto rischio paese
La «geopolitica» dei cantieri esteri
«Nemo propheta in Patria». Il vecchio proverbio latino sembra essere stato scritto apposta per i costruttori italiani: la gloria, le grandi opere ingegneristiche, e soprattutto gli appalti ricchi, sono sempre stati fuori dai confini nazionali. E il piano di salvataggio di Astaldi, schiacciata da un debito monstre con un bond da 750 milioni in scadenza a dicembre 2020, ne è una riprova: per fare cassa, tassello indispensabile nel Tetris del piano (che passa attraverso un aumento di capitale da 300 milioni e 2 miliardi di rifinanziamento), si cercano compratori per i . La Turchia è stata per anni la gallina dalle uova d’oro del gruppo romano; così come il Venezuela. Ma da un lato l’instabilità politica dei due paesi, e l’estrema volatilità delle economie (che nel caso di Caracas è sfociata in un collasso del paese); e i problemi di cassa di Astaldi poi, hanno portato l’azienda della famiglia romana a un passo dal dissesto.
Turchia e Venezuela incarnano decenni di storia industriale dei contractor italiani. Nei decenni, le aziende del Belpaese hanno costruito opere in tutto il mondo. Non per vocazione, quanto piuttosto spinti da una necessità. Ostacolati in Italia, la cifra storica dell’industria delle costruzioni è stata quella dei globetrotter. Con un mercato domestico difficilissimo, ostacolato da una burocrazia asfissiante, cantieri che si trascinano, e pagamenti da calende greche, i costruttori italiani si sono visti da sempre spinti a prendere la via dell’estero, Ma lo scenario vale ancora oggi: in Italia le Grandi Opere sono ferme, nonostante il disperato bisogno di infrastrutture moderne del paese (dove ancora il Centro Italia e il Sud hanno ferrovie a binario fino a casi limite come Urbino, gioiello rinascimentale e città natale di Raffaello, dove i treni non arrivano nemmeno). La necessità dell’estero ha però portato i costruttori in zone traballanti, dove il rischio paese è alto. I mercati più sicuri, come stabilità politica, certezza del diritto e pagamenti, sono già presidiati dai campioni nazionali locali: quasi impossibile entrare per gli italiani, che scontano anche il non avere alle spalle governi forti. Ecco allora che la naturale sbocco sono stati paesi più rischiosi: Salini che già negli Anni ’60 costruì le prime dighe in Africa. Fino a pochi anni fa anche Algeria e Libia erano degli Eldorado; oggi la guerra civile a Tripoli dopo l’uccisione del Colonnello Gheddafi, ha reso tutta l’area del Maghreb off-limits.
Ma siccome l’Italia continua a rimanere un mercato molto debole, l’estero rimane unica strada per i grandi costruttori italiani: il baricentro però si sta spostando su aree più sicure e più ricche. Gli Stati Uniti sono l’esempio più eclatante: il neo presidente Trump si è trovato una nazione da ricostruire daccapo e gli italiani ci si sono buttati: Salini Impregilo e Itinera (Gavio) in primis. La penisola arabica, metabolizzato il crollo del petrolio, è oggi un’area dove fioccano progetti, a rischio basso: negli Emirati ancora Salini e Gavio si sfidano a colpi di centri commerciali. La stessa Astaldi sta costruendo impianti a Riyahd e in Qatar.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Simone Filippetti
 

Magician

Well-known member
"Il che significa che al termine dell’operazione, la Finast della famiglia Astaldi, che sottoscriverà l’aumento per 46,5 milioni, avrà il 35% del capitale (in parte attraverso una controllata lussemburghese) e circa il 50,2% dei diritti di voto mentre IHI il 18% del capitale e il 13% dei diritti di voto. L’accordo prevede un lock-up di tre anni per la quota in mano a IHI."


L'aumento di capitale proposto sembra aver copiato quanto scritto a suo tempo in questo forum a proposito della famiglia Astaldi che poteva scendere fino ad un 35% pur conservando la maggioranza dei diritti di voto. :)
Per lo stesso meccanismo, alla scadenza del lock-up period i soci giapponesi si troverebbero ad oltre il 20% dei diritti di voto.
Devo controllare, ma andando a memoria dovrebbe essere di tre anni il periodo di possesso ininterrotto per aver diritto ad un voto multiplo per ogni azione posseduta.
 
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