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Astaldi (2 bond in Eur, di cui 1 cv)

Meglio l'articolo di Morya Longo

Scattano i Cds e le ricoperture: ora è caccia ai bond (Il Sole24ore)
Morya Longo
Dalla speculazione ribassista alla corsa agli acquisti il passo è breve. È
quello che si inizia (minimamente) a vedere sui bond di Astaldi: dopo che
i prezzi sono crollati fino a un minimo di 24 del % del valore nominale una
settimana fa, ora sono risaliti a 34. Questo rimbalzo è dovuto in buona
parte alla notizia dell’interesse di Salini-Impregilo, ovvio, ma è legato an-
che alla stessa speculazione ribassista delle scorse settimane e alle po-
lizze anti-default (Cds). Gli hedge fund e i trader ribassisti devono in-
fatti prima o poi comprare i bond Astaldi per chiudere la speculazione.
Inoltre tutti coloro che hanno acquistato i Cds devono consegnare i bond
a chi ha venduto loro la “polizza”: chi non possiede i bond, e dunque non
può consegnarli, rischia di perdere il risarcimento. Proprio ieri l’Isda (In-
ternational Swaps and Derivatives Association) ha fatto “scattare” i Cds,
aprendo la strada alle liquidazioni delle “polizze”. Morale: ora i bond
Astaldi servono, per motivi diversi, a molti. Il problema è che, per i para-
dossi della finanza, potrebbero non bastare per tutti.
Facciamo un passo indietro. Da quando alla fine dell’estate è saltato
l’aumento di capitale “salvavita” di Astaldi e la società è finita in una crisi
conclamata, la speculazione è arrivata puntuale e violenta. Molti hedge fund
e trader di banche d’affari da settembre hanno iniziato a vendere allo
“scoperto” i bond della società di costruzioni. Questo significa che hanno
immesso sui terminali ordini di vendita pur non avendo materialmente i
titoli da vendere. Solitamente per fare questo “giochetto” bisogna chiedere
i titoli in prestito a qualche banca d’affari, ma siccome i bond sono illiquidi
e spesso introvabili, per non perdere l’occasione di una speculazione ribas-
sista così facile molti hedge fund hanno venduto bond che non avevano
neppure in prestito. Sembra un po’ Totò che vende la
fontana di Trevi, ma il mercato funziona così: il loro obiettivo era di far
crollare i prezzi dei bond per poi acquistarli a valori bassi successiva-
mente. Questo comportamento (cioè le vendite allo scoperto cosiddette
“nude”) sarebbe illecito se si trattasse di azioni o titoli di Stato, ma non lo è
se si tratta di bond aziendali. Così in molti l’hanno fatto. Forse in troppi. E
proprio qui nasce il primo problema: se tanti investitori hanno vendu-
to titoli che non avevano neppure in prestito, il rischio è che le vendite allo
scoperto abbiano raggiunto un importo addirittura superiore a quello
del bond stesso. Nessuno può sapere se sia effettivamente così, ma sul mer-
cato c’è chi lo teme. Del resto non sarebbe la prima volta che accade. Il ri-
schio, insomma, è che non esistano sul mercato abbastanza bond Astaldi
per soddisfare tutti i ribassisti che presto o tardi dovranno ricomprarli.
Anche perché alla “caccia” potenziale dei ribassisti, ora si somma an-
che quella di chi ha comprato Cds.
I Cds sono banalmente “polizze” che assicurano chi le compra dal rischio di
default di un bond. Se il default avviene (e nel caso di Astaldi è avvenuto
con il concordato), chi ha comprato la “polizza” deve consegnare il bond in-
solvente a chi gliel’ha venduta e in cambio quest’ultimo gli rimborsa
l’intero investimento. Affinché la polizza funzioni, dunque, è necessario
che che l’ha comprata abbia il bond da consegnare. Non si può più “bluffa-
re”. Quindi chi ha usato i Cds per speculare e non ha i bond, ora deve cer-
carli sul mercato. Morale: i bond di Astaldi che fino a pochi giorni fa nes-
suno voleva, ora potrebbero diventare ricercati. Soprattutto se viene con-
fermato un recupero ben superiore agli attuali prezzi di mercato: per ora
la “caccia” si vede poco, ma prima o poi potrebbe partire.
Alla luce di questo articolo ho deciso che lunedì mattina tolgo il prestito titoli che ho con la mia banca, magari non serve ma se tutti facessimo così la situazione potrebbe ulteriormente migliorare e quindi invito tutti i possessori di titoli Astaldi a fare la stesa cosa.
 
Onestamente penso che chi è dentro deve restare e vedere la fine con una azione di recupero organizzata e compatta,evitando tentazioni di mediare ottenendo parziali recuperi o,purtroppo,ulteriori minusvalenze (dato il titolo estremamente volatile). Da parte mia mi sono convinto ormai,rivedendo alcuni segnali da inizio 2018 a prima dell'estate, da diverse testate giornalistiche e da movimenti di fondi, che si tratta di una azione concertata da tempo,preparata a tavolino con il coinvolgimento di più attori....e principalmente alle spalle dei retail e dei fornitori....più della minus mi fa incacchiare il pensiero che sulla volatilità qualcuno ha speculato sulle mie spalle con un trading organizzato a tavolino
 
Onestamente penso che chi è dentro deve restare e vedere la fine con una azione di recupero organizzata e compatta,evitando tentazioni di mediare ottenendo parziali recuperi o,purtroppo,ulteriori minusvalenze (dato il titolo estremamente volatile). Da parte mia mi sono convinto ormai,rivedendo alcuni segnali da inizio 2018 a prima dell'estate, da diverse testate giornalistiche e da movimenti di fondi, che si tratta di una azione concertata da tempo,preparata a tavolino con il coinvolgimento di più attori....e principalmente alle spalle dei retail e dei fornitori....più della minus mi fa incacchiare il pensiero che sulla volatilità qualcuno ha speculato sulle mie spalle con un trading organizzato a tavolino
tutto vero: una faccenda molto brutta fatta scientemente a danno dei retail. lo dice uno che non è dentro da tempo.

dato che seguo ormai poco, approfitto dell'occasione per fare a nicolas un grandissimo "in bocca al lupo": fategli il cxxx a questi, che se lo meritano.
e Imark mi perdoni un linguaggio una tantum poco consono.
 
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Riuscissero a incassare i famosi 260ml di crediti di cui avevano parlato nel piano entro il 2018, sarebbe un'altra ottima notizia... più di 300ml cash in questo momento potrebbero avere un impatto sensibile nell'elaborazione del nuovo piano
 
Advisor e consulenti al lavoro, tra le ipotesi c’è quella di un piano più corposo
Per Astaldi servono più soldi
Allo studio intervento per complessivi 2 miliardi, aumento da 600 milioni e cassa per 2/300 mln. Il titolo recupera



Servono più soldi di quanto ipotizzato, c’è chi stima che il piano di salvataggio per Astaldi comporterà misure per almeno 2 miliardi. In ogni caso, per il general contractor romano è scattata una sorta di corsa contro il tempo. La buona notizia è che il mercato, scommettendo sul fatto che gli advisor e i consulenti al lavoro troveranno una soluzione, ha permesso al titolo di guadagnare il 70% dal minimo di 0,41 euro toccato il 2 ottobre. Da quando sono uscite le indiscrezioni sul cavaliere bianco Salini Impregilo , le azioni hanno recuperato una (piccola) parte di quanto perso nelle settimane precedenti e anche ieri hanno chiuso in rialzo del 12,8% a 0,6995 euro. Il punto, adesso, è capire i dettagli, che faranno tutta la differenza del mondo. Salini Impregilo , che avrebbe nominato Merrill Lynch e Vitale & Co come advisor, aspetta una proposta. Anche le banche aspettano che venga loro presentato un piano da parte dei consulenti al lavoro, ovvero Enrico Laghi e l’avvocato Franco Gianni (mentre Rothschild è al momento in sospeso, da quando Astaldi ha chiesto il concordato in bianco). La sensazione è che le prime cifre circolate non saranno sufficienti a garantire la continuità per la società di costruzioni. Va detto che circolano ipotesi e cifre di ogni tipo, ma quando si parla di aumento di capitale, è più facile che ci si muova intorno ai 600 milioni, mentre per quanto riguarda lo stralcio del debito bancario, gli istituti di credito punterebbero a una quota del 20% e a 200/300 milioni di nuova cassa per il gruppo. Parallelamente c’è poi il discorso bond, e anche in questo caso si prospetta uno stralcio per i 750 milioni di obbligazioni con scadenza 2020, per una percentuale simile a quello ipotizzato per gli istituti di credito, ossia il 20%. Il tutto considerando che molti di questi bond sono in mano a investitori retail (che stanno lavorando per organizzarsi e fare massa in vista delle prossime decisioni), mentre ci sarebbero pochi istituzionali con posizioni importanti sulle obbligazioni di Astaldi . (riproduzione riservata)


https://www.milanofinanza.it/news/per-astaldi-servono-piu-soldi-201810082042574492
 
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Magician

Well-known member
Advisor e consulenti al lavoro, tra le ipotesi c’è quella di un piano più corposo
Per Astaldi servono più soldi
Allo studio intervento per complessivi 2 miliardi, aumento da 600 milioni e cassa per 2/300 mln. Il titolo recupera



Servono più soldi di quanto ipotizzato, c’è chi stima che il piano di salvataggio per Astaldi comporterà misure per almeno 2 miliardi. In ogni caso, per il general contractor romano è scattata una sorta di corsa contro il tempo. La buona notizia è che il mercato, scommettendo sul fatto che gli advisor e i consulenti al lavoro troveranno una soluzione, ha permesso al titolo di guadagnare il 70% dal minimo di 0,41 euro toccato il 2 ottobre. Da quando sono uscite le indiscrezioni sul cavaliere bianco Salini Impregilo , le azioni hanno recuperato una (piccola) parte di quanto perso nelle settimane precedenti e anche ieri hanno chiuso in rialzo del 12,8% a 0,6995 euro. Il punto, adesso, è capire i dettagli, che faranno tutta la differenza del mondo. Salini Impregilo , che avrebbe nominato Merrill Lynch e Vitale & Co come advisor, aspetta una proposta. Anche le banche aspettano che venga loro presentato un piano da parte dei consulenti al lavoro, ovvero Enrico Laghi e l’avvocato Franco Gianni (mentre Rothschild è al momento in sospeso, da quando Astaldi ha chiesto il concordato in bianco). La sensazione è che le prime cifre circolate non saranno sufficienti a garantire la continuità per la società di costruzioni. Va detto che circolano ipotesi e cifre di ogni tipo, ma quando si parla di aumento di capitale, è più facile che ci si muova intorno ai 600 milioni, mentre per quanto riguarda lo stralcio del debito bancario, gli istituti di credito punterebbero a una quota del 20% e a 200/300 milioni di nuova cassa per il gruppo. Parallelamente c’è poi il discorso bond, e anche in questo caso si prospetta uno stralcio per i 750 milioni di obbligazioni con scadenza 2020, per una percentuale simile a quello ipotizzato per gli istituti di credito, ossia il 20%. Il tutto considerando che molti di questi bond sono in mano a investitori retail (che stanno lavorando per organizzarsi e fare massa in vista delle prossime decisioni), mentre ci sarebbero pochi istituzionali con posizioni importanti sulle obbligazioni di Astaldi . (riproduzione riservata)


https://www.milanofinanza.it/news/per-astaldi-servono-piu-soldi-201810082042574492


Prima di tutto i miei complimenti per la tenacia e dedizione dimostrata nel perseguire questo obiettivo.

Se posso IMHO sarebbe importante far passare il concetto che il bond 2020 (salvo errore) è pari passu con la maggior parte dei debiti verso le banche oggi presenti, pertanto IMHO la percentuale di un eventuale taglio/conversione in altri strumenti finanziari deve essere simile a quella ipotizzata sull'intero ammontare delle linee di credito.
Che poi sia il 20% o il 40% saranno le necessità del progetto di risanamento complessivo, ma non può essere che il bond sia ad esempio tagliato del 30% e le banche abbiano un taglio del 20%.

Inoltre importante sottolineare che i soldi debbano servire per l'attività della società, in attesa della vendita del Ponte e delle varie concessioni, non per ripagare le Banche dei vecchi prestiti.
 

Magician

Well-known member
Ero semplicemente partito dall'intervento di Astaldi, considerando quanto evidenziato in grassetto da lui... per dire cosa IMHO è importante che il suo gruppo riesca a far passare tramite stampa, oltre all'esistenza di un forte gruppo organizzato di retail.

Nel frattempo gli facevo i miei complimenti.
 
Ero semplicemente partito dall'intervento di Astaldi, considerando quanto evidenziato in grassetto da lui... per dire cosa IMHO è importante che il suo gruppo riesca a far passare tramite stampa, oltre all'esistenza di un forte gruppo organizzato di retail.

Nel frattempo gli facevo i miei complimenti.
Ero semplicemente partito dall'intervento di Astaldi, considerando quanto evidenziato in grassetto da lui... per dire cosa IMHO è importante che il suo gruppo riesca a far passare tramite stampa, oltre all'esistenza di un forte gruppo organizzato di retail.

Nel frattempo gli facevo i miei complimenti.
scusa la gaffe, cancello il mio intervento. Non avevo proprio
capito.
 
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