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Venezuela e PDVSA

Imark

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Situazione migliorata decisamente dopo le prime battute. Siamo grosso modo sulle chiusure di venerdì. Vediamo con l'apertura dei mercati USA
In Germania i mercati erano chiusi per festività. E' stato utile raffrontare i prezzi fatti lì venerdì con quelli dell'Eurotlx per concludere che in sostanza la seduta conclusasi ha visto modesti avanzamenti su alcuni titoli cd. "veloci", tranne il 2034 rimasto al palo.

Fermi gli altri titoli.

Da verificare la chiusura dei mercati Usa.
 

Imark

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Giornata movimentata oggi, purtroppo non è stato possibile seguirla a dovere.

Alla chiusura sui mercati tedeschi non si sono visti grandi scompigli, nel senso che almeno per i titoli "veloci" si segnala uno stazionamento sui prezzi pre-elezioni: il 2034 sui 30/100, gli altri in area 29/100.

Gli altri titoli si segnalano invece per spread bid ask più ampi, mediamente sulle due figure, e per bid nei 26/100 bassi.

C'è dunque uno stallo sui prezzi, in basso è possibile un retest delle resistenze in area 25/100, in alto un recupero dei prezzi fatti nelle sedute centrali di maggio proietterebbe i prezzi sui massimi del rimbalzo
 

Imark

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Una giornata molto buona per i Venezuela bond: i bond che ho chiamato veloci (2022, 2026, 2031, 2034) recuperano una figura, con il 2034 di ritorno nei 31/100 e gli altri nei 30/100. L'avanzamento è stato mediamente sui 3 punti percentuali.

Ancora meglio hanno fatto gli altri bond monitorati, che si era scritto ieri essere rimasti indietro nell'avanzamento post voto. Qui alcune salite sono state davvero molto forti, tanto che per altri titoli si va realizzando quella sorta di ricompattamento in un unico gruppo del quale si era parlato prima del voto.

Spiccano in specie il 2027 ed il 2024, proiettatisi rispettivamente a quota 30/100 e 29/100. peraltro sono i soli che hanno visto qualche volume, non eclatante ma neanche il niente di molti altri di questi bond.
 

Magician

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“Let’s not lie to ourselves or to anyone, we need to drastically relearn things and to do them better,” Maduro said in comments made in front of the constituent assembly. “We aren’t doing things well and we need to change this country.”

After calling and winning the May 20 snap election, which was recognized by only his closest allies, Maduro rushed to swear himself in to boost legitimacy. The constitution says the ceremony should take place on Jan. 10.

The government, which no longer publishes economic data or openly admits that its citizens are struggling to feed themselves amid hyperinflation and severe economic distortions, rarely fesses up to mistakes and routinely blames the nation’s ills on the private sector, U.S. sanctions and more broadly “an economic war.” The fact that turnout for Maduro’s re-election was just 46 percent and that the minimum wage only fetches $2 at the black market rate, may force the government’s hand to shift direction -- albeit slightly.

A statistic difficult to mask has been the abrupt tumble in crude oil production. From 3 million barrels a day just a few years ago, the country is now pumping out just 1.4 million barrels with some analysts expecting that figure to dip below 1 million barrels by year-end at this pace. Crude represents about 95 percent of export revenue.

Maduro told Manuel Quevedo, who wears the hat of both oil minister and head of state-run oil company Petroleos de Venezuela, that he has free range to make the changes he deems necessary to revert the situation. The oil industry has been plagued by paltry investment, a brain drain of experienced professionals and even government raids that have jailed many former top officials.

Venezuela will speak with OPEC, China, Russia and Middle Eastern countries about ways to boost production, Maduro said. Financing has become much more difficult with the government in default on most of its bonds and U.S. sanctions intimidating would-be lenders.

In his speech Maduro also called for the release of some detained protesters, referring to a number of people detained for crimes of political violence. “I want them to go free,” he said.

While he didn’t specify, that’s likely to fall short of releasing top political prisoners including opposition politician Leopoldo Lopez, U.S. citizen Joshua Holt and targets of his government’s own internal crackdown on those who sat beside him just months ago in cabinet meetings.

While relations with the U.S. have worsened after a tit-for-tat this week that saw the U.S. Charge d’Affaires booted from Caracas and the U.S. responding in kind with Venezuelan officials being sent home, Maduro said that he’s ordered meetings with European officials and companies to resolve differences.

Contrary to the United States, European nations have yet to enact new sanctions against his regime following the vote. President Donald Trump took no time to sign a new order on May 21 that prohibits the purchases of debts owed to the government along with other measures.

The date of the swearing-in ceremony wasn’t Maduro’s only problem. He also had to consider where to do it.

The constitution stipulates the ceremony should take place at the National Assembly, which Maduro has stripped of all its powers. Instead, the president took the oath before the Constituent Assembly, which the U.S. has condemned as a puppet assembly stacked with his supporters and close allies. He’ll be sworn in a second time in mid-January.

“They are looking for a way out of this constitutional entanglement to achieve the legitimizing effect that they did not achieve with the elections,” said constitutional lawyer Juan Manuel Raffalli, who advises the political opposition. “They need an excuse for an early takeover of the presidency.”

Speculation is building that Maduro’s uncharacteristic self-criticism over the handling of the economy may also bring with it a sweeping cabinet change. Though so far, there are few signs of significant reordering and the oil minister -- who has failed to stop the output declines -- was ratified in his post.

https://www.bloomberg.com/news/arti...ear-in-as-president-after-snap-venezuela-vote
 

Imark

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I Venezuela bond non si sono mossi molto dall'ultima volta che li ho rilevati. Alcuni tentativi di ripiegamento occorsi nei giorni scorsi sono stati seguiti da recuperi dei prezzi, complessivamente si è rimasti dove si era.

Semmai vale invece rilevare come sia continuato il riallineamento dei prezzi dei titoli venezuelani e, a distanza di una settimana dall'ultima verifica, la distanza dei prezzi fra i bond appaia davvero molto compressa. Ciò per effetto di minori cali nelle fasi di storno dei bond rimasti indietro o di maggiori risalite nelle sedute di recupero.

Così, se per i titoli che avevo denominato veloci (2022, 2026, 2031, 2034) si è sostanzialmente rimasti fermi, ossia con prezzi nei 30/100 o al più nei 29 alti, e con il 2034 attorno ai 31, gli altri bond sono distaccati di poco meno di una figura, con prezzi compresi fra i 28 alti ed i 29 bassi.
 

Imark

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Movimenti modesti per i Venezuela bond oggi: in flessione tutti i titoli "veloci", ma per frazioni di punto percentuale. Sale il solo 2034, di un mero 0,25%.

Cali ancor più marginali, compresi fra lo 0% e lo 0,25% salvo che in un paio di casi, hanno interessato gli altri bond Venezuela a monitor.

Volumi scarsi
 
cosa é lecito aspettarsi nel "silenzio" piu'totale del regime circa la deuda?
alcuni sì attendevano sviluppi dalle elezioni, nel bene e nel male.
ma mi sa che non si muove una foglia.
che cosa potra' rompere questo livello di equilibrio o di non equilibrio?
 

Imark

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cosa é lecito aspettarsi nel "silenzio" piu'totale del regime circa la deuda?
alcuni sì attendevano sviluppi dalle elezioni, nel bene e nel male.
ma mi sa che non si muove una foglia.
che cosa potra' rompere questo livello di equilibrio o di non equilibrio?
Gli americani con ulteriori sanzioni. Però Trump ha qualche timore, ha già detto di non volere un prezzo dell'oil alto, che costringa la Fed a rialzare i tassi più del voluto. Si naviga nel niente.

I venezuelani avevano promesso alla comunità finanziaria di riprendere i pagamenti dopo il voto, dubito che lo faranno
 

Imark

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mi domando cosa succederà per i bonds venezuelani..... il presidente locale ha parlato a suo tempo di rinegoziazione....
La rinegoziazione a mezzo di emissione di nuovi titoli è preclusa dalle sanzioni Usa, che impediscono ai bondholders americani di aderire. Per ora, semplicemente, non pagano.
 
insomma una vera e propria situazione di stallo, almeno finché Cina, India e Russia sostengono anche indirettamente il regime.
mi auguro che nei prossimi mesi da parte di Maduro ci saranno almeno segnali di voler incontrare i bondholders.
mi rendo conto che la strada e' in salita.... fino a quando c'è Trump alla casa Bianca.
ma fra un paio di anni lo scenario potrebbe cambiare e forse un clima più distensivo di dialogo internazionale si potra' recuperare ( e mi riferisco sia all 'eliminazione delle sanzioni contro il Venezuela che ai dazi doganali vs Cina ed Europa) .
attendiamo pazienti.
 

Imark

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insomma una vera e propria situazione di stallo.
finché Cina, India Russia sostengono anche indirettamente il regime.
mi auguro che nei prossimi mesi da parte di Maduro ci siano almeno segnali di voler incontrare i bondholders.
mi rendo conto che la strada e' in salita....almeno fino a quando c'è Trump alla casa Bianca.
ma fra un paio di anni lo scenario potrebbe cambiare e forse un clima più distensivo di dialogo internazionale si potra' recuperare ( e mi riferisco sia all 'eliminazione drlle sanzioni contro il Venezuela che ai dazi doganali vs Cina ed Europa) .
attendiamo pazienti.
Se Maduro volesse ristrutturare, dovrebbe tagliare il nominale, soluzione che è la meno gradita ai bondholders, non offrendo chance di recupero delle perdite. Altrimenti si può ritenere che in un futuro ci sia una sollevazione contro il regime, ma finché l'esercito appoggia Maduro la vedo difficile.
 
Se Maduro volesse ristrutturare, dovrebbe tagliare il nominale, soluzione che è la meno gradita ai bondholders, non offrendo chance di recupero delle perdite. Altrimenti si può ritenere che in un futuro ci sia una sollevazione contro il regime, ma finché l'esercito appoggia Maduro la vedo difficile.
Meno gradita ma unica per avere qualcosa. Quale sarebbe l'alternativa?
 
Non avere niente, come sta succedendo ora. Che vuol anche dire, nella prospettiva del governo venezuelano, non pagare niente.
confesso la mia scarsa conoscenza relativamente agli " obblighi" scaturenti dalla contrazione di debiti sovrani, ma a questo punto mi sorge spontanea la domanda:
ci sono precedenti internazionali di recovery 0?
insomma, fino a quando Maduro potra' fare il sordo....ed il muto....?😀
 

Imark

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confesso la mia scarsa conoscenza relativamente agli " obblighi" scaturenti dalla contrazione di debiti sovrani, ma a questo punto mi sorge spontanea la domanda:
ci sono precedenti internazionali di recovery 0?
insomma, fino a quando Maduro potra' fare il sordo....ed il muto....?😀
Di recente c'è il caso irakeno con recovery inferiore al 10%, se non vado errato. Della Nord Corea so di un prestito non rimborsato alla Svezia e bloccato dalla fine anni '70 o inizio '80, ma era un prestito erogato dallo stato, non un bond.
 

Imark

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Poche novità sui Venezuela bond nelle ultime giornate. Un rilievo riguarda i bond molto corti, le scadenze 2018, 2019 e 2020, quelli che volutamente si esclusero sin dall'inizio dal monitoraggio giacché, come si è detto più volte, incorporavano nell'autunno scorso un sovrapprezzo della speranza che il Venezuela potesse tornare ad una gestione "normale" del debito in tempi contenuti.

Non è successo, come si ipotizzava allora, ed oggi i prezzi di questi titoli sono sostanzialmente allineati a quelli delle scadenze più remote. La speranza di normalizzazione è venuta meno e con essa ogni giustificazione di sovrapprezzo.

Peraltro il raggruppamento del plotone dei titoli venezuelani è proseguito anche per i bond monitorati, al punto che la distinzione fra bond "veloci" e altri bond, con i primi che si erano proiettati molto più avanti degli altri nei primi mesi del rimbalzo dei minimi, ha perso quasi significato.

Oggi tutti i bond venezuelani sono raccolti in un range che va dai 29 ai 31/100. Il titolo che quota più alto resta il 2034, nei 31/100 alti, ma marcato stretto dal 2027, con un midprice inferiore di pochi decimi di figura, un bond di quelli inizialmente rimasti indietro e che si è rimesso in linea con gli altri nelle ultime settimane.
 

Imark

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A giorni di distanza dall'ultimo monitoraggio prezzi, le chiusure di venerdì non segnalano alcuna novità, se non una prosecuzione del fenomeno di raggruppamento dei prezzi. Un po' in sordina, anche le ultime sedute settimanali hanno visto i titoli un tempo chiamati "veloci" su prezzi sostanzialmente stazionari, con gli altri bond in lieve avanzamento.

Il risultato è che attualmente i Venezuela bond monitorati risultano tutti presenti con midprice in una forchetta compresa fra i 29 alti ed i 31 alti.

Altri elementi di rilievo, in assenza di news di sorta, positive o (ulteriormente) negative, non si vedono.

Se qualcuno avesse segnalazioni da fare, ben vengano
 
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