Per informazioni sulla pubblicità su questo sito web: advertising@quellicheinvestono.com

Venezuela e PDVSA

Imark

Administrator
Membro dello Staff
Ad una settimana dalla precedente rilevazione dei prezzi, segnalo un indebolimento dei corsi dei Venezuela bond sui mercati tedeschi.

Con l'occasione, rilevo anche come il riallineamento dei corsi sia cosa fatta al punto che oggi i bond corti, a scadenza 2018 - 2020, hanno spread bid ask con il bid più basso nei 27/100 e l'ask più elevato nei 29/100. Sono valori inferiori rispetto aquelli segnati da alcuni titoli più lunghi, il che è certamente significativo.

Tornando all'andamento dell'ultima settimana, il movimento al ribasso è occorso in assenza di news che lo giustifichino e di per sé non è neanche tale da marcare una tendenza, ossia da far presagire ulteriori cali oppure una ripresa del rimbalzo.

Siamo in terra di nessuno, con un solo titolo, il 2034, che ha bid eccedente i 30/100, mentre tutti gli altri sono fra i 27 ed i 29/100. Circa gli ask, spicca in vetta il solito 2034, nei 31/100. Sotto, 3 titoli con ask nei 30/100, il resto distribuito fra i 28 ed i 29/100.
 

Imark

Administrator
Membro dello Staff
Oggi una seduta all'insegna di cali marcati per i bond venezuelani sui mercati tedeschi e dell'ampiamento degli spread bid ask.

I cali sono stati generalizzati, di valore compreso fra 1,5 e circa 4,5 punti pct. Il 2034 e il 2026 sono ora i soli titoli con ask nei 30/100, per gli altri i migliori ask sono ora nei 29/100 bassi.

In calo ovviamente anche i bid, alcuni dei quali si sono riportati in area 25 alto/26 basso.

I prezzi sono ancora piuttosto distanti, almeno 2-3 figure, dai minimi toccati in occasione di altre correzioni intervenute durante il rimbalzo, dai quali lo stesso è poi ripartito. Volumi sempre modesti, newsflow nullo
 

Imark

Administrator
Membro dello Staff
Altra giornata di cali ieri, seppure più lievi dei giorni scorsi. Per i bond più avanzati, l'ask è ora nei 29/100 alti (i 2034, 2031, 2022). La gran parte dei bid è ora in area 26-27/100, solo per i bond più avanzati ci si spinge in area 28/100.

Volumi sempre modesti, newsflow assente

Siamo ancora mediamente un paio di figure al di sopra dei minimi fatti in altre occasioni, durante le correzioni vissute dal rimbalzo
 

Imark

Administrator
Membro dello Staff
E' proseguita anche oggi la discesa, siamo mediamente ad 1-2 figure, dipendendo dal singolo titolo, dai minimi precedentemente toccati in occasione di correzioni del rimbalzo.

Gli spread bid ask restano ampi, non di rado fino a 2 figure, probabilmente amplificati oltre che dalla illiquidità dei titoli, anche dal fatto che per il retail tedesco comincia ad avvicinarsi il tempo delle ferie.
 

Imark

Administrator
Membro dello Staff
Il ministro del petrolio venezuelano a Vienna dice che loro stanno perseguendo una politica di "produzione differita" e che sono assolutamente in grado di aumentare l'output quando decideranno di farlo. Il body language era tremendo, però...
 

Imark

Administrator
Membro dello Staff
Seduta ancora di storno per i venezuela bond sui retail tedeschi.

Il riallineamento fra le scadenze cortissime e le altre si è completato al punto che fra i titoli con i prezzi più modesti si segnala il Venezuela 05/2020 sebbene scada fra meno di 2 anni. Il pronosticato azzeramento del "differenziale della speranza", ossia di quel di più che si pagava su questi titoli rispetto agli altri fino a poche settimane prima delle elezioni venezuelane sull'assunto che fosse possibile una ripresa dei pagamenti, è ormai cosa fatta.

I titoli con bid in area 25/100 si moltiplicano, e anche i titoli che avevamo chiamato veloci cominciano a mostrare midprice nell'area dei 28/100, come è per esempio per il 2022, il 2026, il 2027, il 2031. Tiene ancora nei 29/100 il solo 2034, ma lo spread bid ask è qui di 2,5 figure, con il denaro poco sopra i 27,5/100...

Intendiamoci: in occasione dei precedenti rintracciamenti del rimbalzo si sono visti anche prezzi più bassi, diciamo che non sorprenderebbe un ulteriore calo di 1-1,5 figure, nel senso che si è già verificato senza pregiudicare il movimento iniziato nel novembre 2017.

E' anche talvolta successo che si ripartisse dai valori attuali.

Dopodiché, se i prezzi continuassero a cedere, e non si verificasse alcun rimbalzo, andrà preso atto che si tratta di uno scenario nuovo, che comincia a scontare un'attesa indefinita prima che si possa mettere mano alla situazione del debito venezuelano

Oggi, su alcuni titoli fra quelli a prezzo più basso, si sono visti modesti acquisti da parte del retail. Poca cosa, che non è parsa in grado di incidere sull'andamento dei prezzi.
 

Imark

Administrator
Membro dello Staff
Anche ieri il copione si è ripetuto, con i corsi dei Venezuela bond ancora in flessione.

Un giorno dopo l'altro la strada percorsa verso il basso è stata consistente: basti pensare che quasi tutti i bond che avevo chiamato "lenti" hanno bid nei 25/100, con un paio di proiezioni nei 24/100, e ask per lo più in area 27/100.

Non meglio se la cavano gli altri titoli, che avevo chiamato "veloci". Il 2034, che era stato a lungo il titolo con le quotazioni più alte, mentre scrivo ha bid ask 27,78 - 28,40. Gli altri sono messi in situazioni analoghe, con il midprice di norma fra i 27 alti ed i 28 bassi.

Direi che siamo quasi sui minimi fatti in precedenti occasioni di correzioni sul rimbalzo, con una residua differenza compresa fra 0 e <1 figura a favore dei prezzi attuali a seconda dei titoli. La domanda è quindi se ancora una volta ci sarà rimbalzo da questi livelli oppure se si continuerà a scendere e quindi se si aprirà, almeno a livello di prezzi, uno scenario nuovo.

Volumi sempre bassi e solo pochi titoli, come il 2034, hanno uno spread bid ask relativamente contenuto. Non di rado si arriva fino ad un paio di figure.

Newsflow sempre inesistente
 

Imark

Administrator
Membro dello Staff
...

Direi che siamo quasi sui minimi fatti in precedenti occasioni di correzioni sul rimbalzo, con una residua differenza compresa fra 0 e <1 figura a favore dei prezzi attuali a seconda dei titoli. La domanda è quindi se ancora una volta ci sarà rimbalzo da questi livelli oppure se si continuerà a scendere e quindi se si aprirà, almeno a livello di prezzi, uno scenario nuovo.
....
E anche stavolta, arrivati su questi prezzi, i bond venezuelani hanno rimbalzato. Non un rimbalzo forte, almeno per ora, ma siamo comunque chiaramente off lows, sopra i minimi descritti nel post precedente. I bid segnalati a quota 24-25/100 non ci sono più, si parte ora da quota 26.

Merita notare come meno convincente sia stata la reazione degli ask, non saliti moltissimo. Almeno per ora, la risalita dei bid è avvenuta a scapito del restringimento degli spread bid ask, che avevo descritto da ultimo molto ampliati.

I bond con ask più elevato - entrambi nei 29/100 - sono il 2026 ed il solito 2034, il primo con il midprice sulla soglia dei 29, il secondo nei 28 alti. Gli altri ask sono quasi tutti nei 27-28/100.

Newsflow sempre nullo, livello di polemica su altri forum fra obbligazionisti incastrati ed incacchiati sempre alto
 
quanto potra' davvero durare questo " limbo" economico del paese e finanziario del debito?
insomma : Dal mondo occidentale " qualcuno " si augura che Maduro prima o poi possa capitolare, dall' altra parte del ....mondo , ( Turchia, Cina, Iran, Russia) , Maduro rappresenta motivo di " sostegno" per la Sua...sopravvivenza e la sopravvivenza del " giusto equilibrio" mondiale.
Intanto il prezzo del petrolio sale, mentre i bonds si sono ( diversamente dal passato) completamente decorrelati da esso e diventati insensibili anche agli scenari economico politici mondiali ( sanzioni, dazi etc).
cosa sarebbe lecito aspettarsi di qui ai prossimi mesi?
 

Imark

Administrator
Membro dello Staff
quanto potra' davvero durare questo " limbo" economico del paese e finanziario del debito?
insomma : Dal mondo occidentale " qualcuno " si augura che Maduro prima o poi possa capitolare, dall' altra parte del ....mondo , ( Turchia, Cina, Iran, Russia) , Maduro rappresenta motivo di " sostegno" per la Sua...sopravvivenza e la sopravvivenza del " giusto equilibrio" mondiale.
Intanto il prezzo del petrolio sale, mentre i bonds si sono ( diversamente dal passato) completamente decorrelati da esso e diventati insensibili anche agli scenari economico politici mondiali ( sanzioni, dazi etc).
cosa sarebbe lecito aspettarsi di qui ai prossimi mesi?
Nessuno vuole più sostenere Maduro, anche russi e cinesi vogliono indietro i soldi prestati. Solo che liberarsene non è così facile. Gli americani non vorrebbero sobbalzi del prezzo del petrolio ed inoltre sono utilizzatori del petrolio venezuelano, anche per questo sono restii ad adottare sanzioni dirette, tipo embargo petrolifero sul Venezuela, laccove ci stanno provando con l'Iran, che non è un loro approvvigionatore.

Sui tempi non ho idea, ma direi che dipende a questo punto da fattori politici: o la caduta di Maduro o un nuovo presidente Usa che revochi le sanzioni che impediscono di ristrutturare
 
M

Merovingio

Guest
Aggiungo che - secondo me - tutto si sbloccherà quando il prezzo del petrolio arriverà a 80 Usd. A quel punto USA e Venezuela potrebbero trattare l'eliminazione delle sanzioni dando il via allo sblocco dei pagamenti e/o ristrutturazione/rifinanziamento del debito. Faccio un'ipotesi: via le sanzioni in cambio di approvvigionamenti petroliferi ad hoc o concessioni sullo sfruttamento di alcuni giacimenti nel Golfo dell'Orinoco.
 
Aggiungo che - secondo me - tutto si sbloccherà quando il prezzo del petrolio arriverà a 80 Usd. A quel punto USA e Venezuela potrebbero trattare l'eliminazione delle sanzioni dando il via allo sblocco dei pagamenti e/o ristrutturazione/rifinanziamento del debito. Faccio un'ipotesi: via le sanzioni in cambio di approvvigionamenti petroliferi ad hoc o concessioni sullo sfruttamento di alcuni giacimenti nel Golfo dell'Orinoco.
Bhe' potrebbe essere un ' occasione di svolta.
ma ci arrivera' l'oro nero a 80 $ per barile?
i future sul petrolio oggi cosa ci dicono?
 
M

Merovingio

Guest
Bhe' potrebbe essere un ' occasione di svolta.
ma ci arrivera' l'oro nero a 80 $ per barile?
i future sul petrolio oggi cosa ci dicono?
Questo è impossibile prevederlo. Certo è che Trump prima fa la voce grossa, poi scende a patti e contratta (vedi Corea del Nord e Cina). Insomma crea il presupposto per negoziare qualcosa in cambio di qualcos'altro, da abile faccendiere. Ormai Maduro ha consolidato la leadership e continuare con lo scontro frontale non gioverebbe molto agli USA in vista delle elezioni di Mid Term (in Argentina il cambio di presidenza ha portato allo sblocco dei pagamenti e all'apertura dei mercati, col Venezuela dovranno percorrere un'altra strada). Una cosa comunque è certa, col petrolio a 80 Usd, l'economia venezuelana tornerebbe a respirare un pochino.
 
Questo è impossibile prevederlo. Certo è che Trump prima fa la voce grossa, poi scende a patti e contratta (vedi Corea del Nord e Cina). Insomma crea il presupposto per negoziare qualcosa in cambio di qualcos'altro, da abile faccendiere. Ormai Maduro ha consolidato la leadership e continuare con lo scontro frontale non gioverebbe molto agli USA in vista delle elezioni di Mid Term (in Argentina il cambio di presidenza ha portato allo sblocco dei pagamenti e all'apertura dei mercati, col Venezuela dovranno percorrere un'altra strada). Una cosa comunque è certa, col petrolio a 80 Usd, l'economia venezuelana tornerebbe a respirare un pochino.

sarebbe perfetto però con tutte le cedole non pagate da ottobre ad oggi cosa farebbero????
 
M

Merovingio

Guest
sarebbe perfetto però con tutte le cedole non pagate da ottobre ad oggi cosa farebbero????
gli interessi saranno rinegoziati (ammesso che ristrutturino) insieme al capitale. Si calcolerà un monte debitorio e poi da lì si andrà a trattare. Dipenderà però dalle sanzioni USA. Finchè non vengono eliminate,rimarrà tutto fermo
 

Imark

Administrator
Membro dello Staff
A qualche seduta di distanza dall'ultimo rilevamento dei prezzi, merita notare come l'ennesima ripartenza dei Venezuela bond sui minimi del rimbalzo sia proseguita, ma un po' sgranata.

Alcuni titoli hanno segnato rimbalzi più robusti ed omogenei, riguadagnando terreno sia in bid che in ask e riportando lo spread bid - ask a dimensioni fisiologiche, nell'ordine di 1-2 punti pct; altri hanno sì lasciato i minimi, ma senza fare troppa strada, rimanendo in bid in area 26/100.

Tutti sono comunque sopra i minimi, ma ben lontani dai massimi del rimbalzo. Fra i titoli che avevo chiamato veloci (2022, 2026, 2031, 2034) solo l'ultimo ha recuperato in ask quota 30 ed ha midprice nei 29/100, mentre gli altri hanno midprice nei 28/100.

L'illiquidità consueta dopo il default è accentuata dal periodo estivo, il newsflow sempre nullo
 

Imark

Administrator
Membro dello Staff
Un occhio sui Venezuela bond si butta sempre ogni tanto, sebbene monitorare questi titoli diventi sempre più arduo.

A meno di non voler seguire la strada di perdersi nei 100 ragli d'asino della politica venezuelana, nelle note di colore, nel monitoraggio dei prezzi dell'oil e di quelli dell'oro (sebbene da molto tempo la loro correlazione con i prezzi dei Venezuela bond sia stata pari a zero), manca quel newsflow che di solito "muove" titoli defaultati come questi.

Non resta che guardare ai prezzi (senza peraltro poter monitorare i volumi...) nell'auspicio che movimenti anomali possano rivelarsi anticipatori rispetto a fatti che diano una svolta di qualche tipo allo stallo venezuelano.

I prezzi hanno preso a muoversi dopo le elezioni venezuelane in un trading range piuttosto contenuto, proprio perché in mancanza di newsflow.

Così al retest dei minimi di correzione seguiti al rimbalzo autunnale ha fatto seguito una ripartenza che però si è un po' persa per strada.

I bid hanno segnato la migliore performance poiché, a parte un singolo caso, sono tutti risaliti in area 27alti-28/100, con proiezione anche nei 29bassi per i titoli che avevo indicato come veloci. Gli ask invece restano compressi, con gli spread bid - ask tutti in decisa contrazione. A parte il 2034, che ha ask nei 30/100, il resto dei bond veloci resta in ask nei 29 alti o ai margini del 30/100.

Un tentativo di portare gli ask più avanti verificatosi nella seduta di venerdì è abortito, almeno per il momento.

Volumi sempre estivi.
 

Magician

Well-known member
IMHO In "mondo" dei bond venezuelani è allo stesso tempo semplice e complicato, sembra una commedia dell'assurdo.

Guardando i dati, i non pagamenti siamo in pieno e conclamato default.
Tuttavia i fondi dopo aver studiato le varie carte, si sono convinti che al momento non conviene assolutamente muoversi per un semplice motivo: le sanzioni USA:

I provvedimenti americani di fatto rendono sanzionabili chiunque aderisca a nuove emissioni del Venezuela.
Ma se si decide di chiedere il default conclamato del Venezuela e si studia una ristrutturazione di quanto emesso, è ovvio che si "preveda l'emissione di nuovi titoli".

Ecco che il miglior alleato di Maduro diventano di fatto le sanzioni di Trup.

Fino a quando nessuno può discutere ed ipotizzare una ristrutturazione con l'emissione di nuovi titoli, nessun fondo chiederà di officializzare la situazione attuale: il Venezuela non paga, ma tutti fanno finta di nulla.
 

Imark

Administrator
Membro dello Staff
IMHO In "mondo" dei bond venezuelani è allo stesso tempo semplice e complicato, sembra una commedia dell'assurdo.

Guardando i dati, i non pagamenti siamo in pieno e conclamato default.
Tuttavia i fondi dopo aver studiato le varie carte, si sono convinti che al momento non conviene assolutamente muoversi per un semplice motivo: le sanzioni USA:

I provvedimenti americani di fatto rendono sanzionabili chiunque aderisca a nuove emissioni del Venezuela.
Ma se si decide di chiedere il default conclamato del Venezuela e si studia una ristrutturazione di quanto emesso, è ovvio che si "preveda l'emissione di nuovi titoli".

Ecco che il miglior alleato di Maduro diventano di fatto le sanzioni di Trup.

Fino a quando nessuno può discutere ed ipotizzare una ristrutturazione con l'emissione di nuovi titoli, nessun fondo chiederà di officializzare la situazione attuale: il Venezuela non paga, ma tutti fanno finta di nulla.
Alla fine mi sono convinto che lo scopo delle sanzioni fosse evitare che il Venezuela potesse costituire una ordinaria vicenda di default sovrano. Evidentemente non lo si voleva in un determinato momento
 

Magician

Well-known member
Alla fine mi sono convinto che lo scopo delle sanzioni fosse evitare che il Venezuela potesse costituire una ordinaria vicenda di default sovrano. Evidentemente non lo si voleva in un determinato momento
Concordo, troppi interessi incrociati.
Ricordiamoci che ci sono raffinerie USA che dipendono dal petrolio "pesante" venezuelano, inoltre c'è una "interessante" guerra che vede protagoniste società petrolifere americane, con richieste di danni miliardari per le vecchie nazionalizzazioni.
Queste hanno interesse a mettere le mani su quello che rimane delle ricchezze del Venezuela, senza spartirle con altri pretendenti.
Dal loro punto di vista (USA) ottima soluzione tornare come partner nello sfruttamento delle riserve petrolifere, rimodernizzare l'industria dell'oil venezuelano, in cambio di una quota consistente di profitti e della chiusura di vecchi contenziosi ... con un eccezionale risultato geopolitico: diminuire l'influenza cinese.

Una battaglia troppo intricata per poterla interpretare dalle notizie che la stampa filo Maduro o filo USA pubblica a proprio uso e consumo. IMHO
 
Alto