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Astaldi (2 bond in Eur, di cui 1 cv)

accident

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FINANZA E MERCATI
20 Marzo 2019
Il Sole 24 Ore


STRATEGIA

Cdp spinge su sostenibilità e crescita delle aziende

Via libera dall’ assise dei soci a una doppia modifica dello statuto del gruppo



Cdp allarga le maglie dello statuto per inglobare nella sua strategia la promozione dello sviluppo sostenibile e le iniziative per la crescita dimensionale delle imprese. Con la doppia modifica statutaria, licenziata ieri dall’ assemblea straordinaria, la Cassa potrà così concedere finanziamenti sul primo versante, nonché sostenere operazioni di aggregazione e acquisizione delle aziende per favorirne la crescita dimensionale e sostenibile, dentro e fuori i confini nazionali.
L’inclusione dei finanziamenti a sostegno degli investimenti per la promozione dello sviluppo sostenibile consentirà al gruppo guidato da Fabrizio Palermo «di produrre impatti positivi anche in ottica sociale e ambientale», si legge in un comunicato diffuso a valle dell’assise che ha approvato le modifiche. La svolta recepisce la rotta indicata dal piano industriale, in base al quale Cdp orienterà, per la prima volta, «il suo approccio strategico e operativo ai principi dello sviluppo sostenibile, che ormai sono un orizzonte di riferimento imprescindibile non solo per le istituzioni, ma anche per imprese, cittadini e settore finanziario». In questa logica, la Cassa è intenzionata a contribuire «in maniera proattiva» anche al raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Agenda 2030 dell’Onu sottoscritta dall’Italia e dalla Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e la modifica statutaria è un primo tassello in questa direzione.
Con il secondo correttivo deliberato ieri, la Cassa potenzierà invece ulteriormente il supporto allo sviluppo delle imprese italiane, «includendo nel proprio raggio di azione il finanziamento degli investimenti e delle operazioni di aggregazione e acquisizione, anche all’estero». L’obiettivo è chiaro: Cdp punta a supportare la crescita dimensionale e sostenibile delle imprese «nell’ottica - precisa la nota - di una maggiore competitività, del superamento della frammentazione della struttura produttiva, e del consolidamento del percorso di sviluppo sui mercati internazionali».
 

accident

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dal Sole 24 del 20/03/2019
Edilizia e Territorio


estratto dall'articolo:
Lavori Pubblici
Dl Sblocca-cantieri oggi in Cdm: subito il regolamento unico, massimo ribasso fino alle soglie Ue
A. Arona, M. Frontera, M. Salerno
Commissari straordinari in base al Dl Prodi del 1997: scelti con Dpcm. Piano piccole opere di Toninelli. Anticipo prezzo non solo ai lavori. Pagamento diretto ai progettisti


Imprese in crisi, anticipata norma del Codice (art. 110 Dlgs 50/2016)
Un articolo della bozza di decreto anticipa l'articolo del Codice delle crisi di impresa (Dlgs 12 gennaio 2019, n. 14), quella che sostituiva l'articolo 110 del Codice appalti. Le nuove regole entrano in vigore subito anziché il 15 agosto 2020.
Queste norme bloccano la partecipazione alle gare d'appalto alle imprese in procedura fallimentare, ma al contrario ne ampliano la partecipazione alle imprese in concordato, precisando che sono comprese quelle in concordato in bianco e anche in concordato liquidatorio (se ritenuto necessario dal tribunale per tutelare i creditori).
Si chiarisce inoltre che nel concordato in bianco, nella fase tra la richiesta e il momento del depodito del decreto di autorizazzazione del Tribunale, per la partecipazione alle gare è sempre necessario l'avvalimento dei requisiti di un altro soggetto.

Nella fase successiva, invece, l'eventuale decisione dell'Anac di subordinare la partecipazione alle gare dell'impresa in crisi ad avvalimento (con impegno al subentro nel contrato se serve) non sarà più subordinata alla necessità di "sentire" il giudice delegato alla procedura concorsuale.

 
Ripensavo alle richieste di delucidazioni del Tribunale e alle parole di Salini rilasciate qualche giorno fa. Salini non vuole alcun debito dall'attuale Astaldi. Il perimetro che gli interessa, tolte concessioni e manutenzioni/gestioni, vale 10MLD di euro anziché 17,5 del totale portafoglio. Abbiamo già detto che il Tribunale addirittura chiede perché non venga fatta una OPA sulle azioni Astaldi, oltre a pretendere un'analisi puntuale nel Piano dei flussi di cassa (dedotti statisticamente e dinamicamente) a beneficio dei creditori - analisi che a questo punto possiamo dire non essere stata fatta/comunicata.
Deduco quindi che per il Tribunale la newco (NB: non la parte liquidatoria sulle concessioni, eh) debba accollarsi del debito, lo si contabilizzi a passivo nei termini di obbligazioni o lo si espunga formalmente dal passivo (ma non nei proventi sostanziali) in termini di strumenti finanziari partecipativi.
A questo punto la mia domanda: se il Tribunale non ha il Piano normativamente completo in mano, e per questo chiede chiarimenti fondamentali, e questo Piano prevede solo 64,125 milioni degli attuali chirografari nell'equity della nuova società (28.5% dell'aucap da 225MLN), come diavolo ha potuto permettere l'emissione di tranche di credito prededucibile (ora si tratta per i termini della seconda) per un totale che si aggirerà sui 200 milioni in totale? Quale sarebbe il vantaggio per i creditori dal partecipare con 64MLN sull'equity di una newco (che sottrae loro % di recovery), a piano implementato di 200MLN spesi in credito prededucibile? Fino a prova contraria le fidejussioni bancarie non sono debito chirografario, non hanno diritto di voto. E le banche sono solo una parte del ceto creditorio. Ergo, c'è uno iato notevole tra i presupposti che il Tribunale vuole soddisfatti (e per i quali ha concesso l'erogazione di credito prededucibile) e il Piano Salini-Astaldi nella percentuale di debito attuale che parteciperà dell'utile nella nuova società (solo equity e con un aucap risibile). Per il Tribunale e le norme, il credito preducibile deve finire su cantieri che se completati permetterebbero un ritorno per gli ATTUALI creditori maggiore rispetto alla loro liquidazione. Ma ciò nel Piano Salini non avviene, ritenendo il Piano di soddisfare i chirografari con la parte liquidatoria sugli asset ma richiedendo credito prededucibile a loro danno per continuare appalti che finirebbero nella nuova società pulita di cui i creditori avrebbero una frazione senza senso in termini del suo valore. Quando si dice avere la botte piena e la moglie ubriaca (per Salini).
Capisco perciò, se fosse vero, per quale motivo le banche pretendano come contenintino almeno un aucap di ben oltre i 225 milioni; la logica impone che l'importo concesso al supersenior implichi un ritorno uguale o maggiore SU QUEL CREDITO SPECIFICO rispetto a quello che si avrebbe avuto non erogandolo, pacificamente assumendo che il grosso del recovery per i chirografari viene dagli asset in concessione (e dai crediti maturati in venezuela, il cui recovery è legato al regime change, con tempi non noti) che non traggono vantaggio alcuno dal supersenior.
 
Ultima modifica:
ps
Praticamente Salini vuole Astaldi con zero debito gratis tirando fuori assieme ad altri partner (CDP, etc) soldi di un aucap sufficiente a pagare i privilegiati (pochissimi) e il prededucibile, che di fatto è la continuazione dei lavori, in una partita di giro, di cui Salini guadagnerà il 65% sull'utile. Ah, l'operazione non susicterebbe la giusta ilarità se la stessa Salini non avesse già posto come condizione che gli attuali creditori bancari, smutandati da questo Piano, debbano scucire immediatamente altri soldi per la continuazione del tutto, e per comprare le mutande a Salini.
"Piano Italia" è il nome giusto, che ha quel non so che di inculata con retorica nazionalista e fanfare al seguito. Continuo davvero a non capire, per la qualche decina di milioni che l'equity bancario avrà in pancia nella newco, perché il ceto bancario non abbia finanziato direttamente l'attuale Astaldi, richiedendo un diverso managemente nella ristrutturazione, per poi subordinare una successiva fusione con altri partner in condizioni enormemente migliori. Qualcuno ha una risposta?
 

Magician

Well-known member
ps
Praticamente Salini vuole Astaldi con zero debito gratis tirando fuori assieme ad altri partner (CDP, etc) soldi di un aucap sufficiente a pagare i privilegiati (pochissimi) e il prededucibile, che di fatto è la continuazione dei lavori, in una partita di giro, di cui Salini guadagnerà il 65% sull'utile. Ah, l'operazione non susicterebbe la giusta ilarità se la stessa Salini non avesse già posto come condizione che gli attuali creditori bancari, smutandati da questo Piano, debbano scucire immediatamente altri soldi per la continuazione del tutto, e per comprare le mutande a Salini.
"Piano Italia" è il nome giusto, che ha quel non so che di inculata con retorica nazionalista e fanfare al seguito. Continuo davvero a non capire, per la qualche decina di milioni che l'equity bancario avrà in pancia nella newco, perché il ceto bancario non abbia finanziato direttamente l'attuale Astaldi, richiedendo un diverso managemente nella ristrutturazione, per poi subordinare una successiva fusione con altri partner in condizioni enormemente migliori. Qualcuno ha una risposta?



Lo stesso motivo per cui Salini ha "vinto" la ricostruzione del ponte di Genova ai costi di costruzione, sbandierando che non farà utili: giusti appoggi politici.
 
Lo stesso motivo per cui Salini ha "vinto" la ricostruzione del ponte di Genova ai costi di costruzione, sbandierando che non farà utili: giusti appoggi politici.
Quelli ci sono sempre, Magician. Ma qui i conti della serva di questa operazione sono da barzelletta per i creditori che dovrebbero votare questo piano. Salini avrà pure gli appoggi politici ma non si può fare lo storytelling su Astaldi come fosse Alitalia, una società in perenne AS. Qui i creditori devono votare il concordato, e il concordato serve a loro non ad altri. Su CMC la maggioranza netta l'hanno gli obbligazionisti, per esempio. Voglio vedere come faranno passare le ambizioni totalitarie del "Piano Italia", un Frankenstein da testare in prototipo nel laboratorio Astaldi. Mi ripeto: le richieste di spiegazione del Tribunale sono di tutt'altra natura e sembrano arrivare dal pianeta Marte rispetto alla narrazione mediatica e Saliniana; sono quasi ingenue nel parlare in termini di legge, perché presuppongono tutt'altro tipo di concordato, metodi e finalità. D'altronde l'ha detto anche Salini: se il Tribunale ce lo passa...
 

Magician

Well-known member
Quelli ci sono sempre, Magician. Ma qui i conti della serva di questa operazione sono da barzelletta per i creditori che dovrebbero votare questo piano. Salini avrà pure gli appoggi politici ma non si può fare lo storytelling su Astaldi come fosse Alitalia, una società in perenne AS. Qui i creditori devono votare il concordato, e il concordato serve a loro non ad altri. Su CMC la maggioranza netta l'hanno gli obbligazionisti, per esempio. Voglio vedere come faranno passare le ambizioni totalitarie del "Piano Italia", un Frankenstein da testare in prototipo nel laboratorio Astaldi. Mi ripeto: le richieste di spiegazione del Tribunale sono di tutt'altra natura e sembrano arrivare dal pianeta Marte rispetto alla narrazione mediatica e Saliniana; sono quasi ingenue nel parlare in termini di legge, perché presuppongono tutt'altro tipo di concordato, metodi e finalità. D'altronde l'ha detto anche Salini: se il Tribunale ce lo passa...


Io sono con te, basta leggere i miei interventi.

Tuttavia davanti ad un comportamento così evidentemente di parte nella narrazione dei fatti, fatto da Salini e da chi ha convenienza a sostenerla ad ogni costo, c'è un silenzio assordante da parte degli altri.
Ci sono ben due associazione che dovrebbero tutelare i bondholder, ma nessuno utilizza come correttamente tu evidenzi, neppure quanto richiesto dal Tribunale per avere visibilità sulla stampa, nei telegiornali o web.
Come se non volessero giocare la partita, nonostante rappresentino migliaia di obbligazionisti che verrebbero sacrificati per pulire Astaldi e regalarla a Salini.
Questo è il punto chiave, chi ha ragione e dovrebbe tutelarsi, non lo fa.

Guardando il bilancio di Salini, razionalmente non potrebbe essere catalizzatore di nulla, visto i problemi che ha lei internamente nel far quadrare il suo bilancio.
Se si fa circolare un progetto in cui lei acquisisce altre società, è IMHO solo perchè qualcuno ha deciso che sarà possibile fare un gioco "delle tre carte".
Prendere le nuove società sotto costo, per poi valorizzare e sanare Salini con i soldi degli altri.
Solo la "politica" utilizzando di volta in volta le bandiere che più le convengono, può promuovere progetti contro qualsiasi logica economica in sfregio a molte regole.
Il caso Alitalia da te citato rappresenta un calzante esempio negli ultimi venti anni.
 
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