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Copper: è tempo di iniziare ad accumulare COPPER?

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Bank of America ups copper forecast as red metal rises for a second straight month


  • Copper prices are widely seen as a barometer for confidence in the global economy owing to its broad array of end uses.
  • Bank of America analysts on Friday increased their price forecast for copper in 2020 by 5.4% to $5,621/t, while keeping the 2021 projection unchanged at $6,250/t.
 

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Il prezzo del rame vola. Ma Doctor Copper forse è troppo ottimista

Se Doctor Copper non si sbaglia, l’economia sta un po’ meglio dopo il coronavirus. Il rame è tornato a correre al London Metal Exchange (Lme), tanto da essere entrato in una vigorosa fase di bull market.
Gli hedge funds per il momento non sono infatti tornati a scommettere su un rialzo del rame, ma si sono limitati a chiudere posizioni ribassiste: il rally, per quanto potente, è stato innescato dalle ricoperture e si è alimentato grazie al superamento di significative soglie tecniche, come la media mobile degli ultimi 100 giorni.


In calo l’offerta di concentrati
A sostenere il rame, ora che il Covid fa meno paura, contribuisce anche il calo dell’offerta di concentrati: molte miniere in America Latina hanno sospeso o rallentato le estrazioni durante la pandemia. Il Perù ha perso addirittura un terzo dell’output ad aprile (a 1,5 milioni di tonnellate).


Ma in fin dei conti la diagnosi sullo stato di salute dell’economia non è così rosea come Doctor Copper sembra segnalare. Nemmeno se lo sguardo si concentra solo sulla Cina, che per il rame è di gran lunga la bussola principale.

L’attività industriale del gigante asiatico si è ripresa dopo il coronavirus, ma è tuttora frenata della debolezza dell’export. E il piano di stimoli messo in campo da Pechino per superare la crisi stavolta prevede investimenti più mirati rispetto al 2008-09 e non una distribuzione di fondi indiscriminata.
 

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These two commodities will dominate the 2020s, and they’re not gold and silver

Thursday July 02, 2020 10:42



“Let’s call today’s interview the contrarian’s delight. I believe a lot of these tried and tested metrics are going to break down and they are breaking down,” he said.

One such metric is the oil to gold ratio.

“Traditionally, if you look over the last 30 or 40 years, it took 16 or 20 barrels of oil to buy one ounce of gold. Today, as we speak, it’s about 42, 43 barrels of oil to buy one ounce of gold,” he said.

Kovacevic remains long-term bullish on gold and said that “gold going through $2,000 an ounce is not an ‘if’ but a ‘when’ question.”

On copper, investors can bet on a shortage of the commodity, Kovacevic noted.

“Running out of a commodity does not matter until it matters, and then it matters a lot. When this unholy alliance breaks down and that’s when you actually have a shortage, the businesses doing well – those that are going to feed into that trillion dollars a year of stimulus – inevitably, you’ll have to see an increase in copper prices and that’s where the contrarian in every investor will have to be aware of this,” he said.

Additionally, helium is a commodity that has stayed under investors’ radars but is about to take center stage in mainstream financial news due to its use by tech companies, Kovacevic said.

“I love helium because it’s been taken up by big tech. It’s a secret component that very few people understand. These server farms that are the size of huge buildings, full of these servers and computers that run very hot, they’re using helium as a super coolant, so the demand for helium has been growing six, seven, eight percent per year and there’s nobody that has been exploring for helium,” he said.

By Kitco News
 

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Attenzione al RAME:



A new report from Roskill suggests the rally in copper – which has surprised many with its speed – has further to go.

Jonathan Barnes, associate consultant for copper at the London-based metal and minerals research firm, says while the effects of COVID-19 could decrease world consumption of the metal by 3 percent–4 percent this year, the drop in mine output and scrap flows has been greater.

Signs of panic buying
The effect of this is most visible in the fall in stocks around the world.

Total visible stocks globally, which include those on exchanges and bonded warehouses in China fell by 40 percent from March to end-July to below 600,000 tonnes. Inventories in LME warehouses are at 13-year lows.

China is responsible for more than half the world’s copper consumption and the country is sucking up copper at record-setting rates.

“China is importing more refined metal from nearly every country suggesting a structural shift not a temporary change,” says Barnes.
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Copper probes beyond $3 per pound
Doctor Copper earned its nickname because of its ability to diagnose economic conditions worldwide. China is the world’s leading consumer of the red metal, while Chile is the leading producer. In March, fear and uncertainty over COVID-19 and resultant lockdowns, pushed copper to its lowest price since June 2016 at $2.0595.

The almost four-year low created a bottom in the base metal that is a building block for infrastructure worldwide.

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The weekly chart of COMEX copper futures shows that the price turned higher in March. In August, copper rose above the $3 per pound level for the first time since June 2018.

The four-year low led to a two-year high in the nonferrous metal. Copper moved over 47% higher from the March low to the August peak.

Lower output from Chilean and other mines and increased demand from China pushed the price of copper higher. Falling inventories over the past months have supported the price of copper.


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Source: LME/Kitco

As the chart shows, stockpiles of copper in London Metals Exchange warehouses dropped from over 280,000 metric tons in May to below 91,000 tons last week. Declining copper inventories have been supportive of the price as they are a sign that demand is rising while supplies are dwindling. Copper was trading at just above the $3 per pound level on the nearby COMEX futures contract at the end of last week, just below the recent high.
 

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Rame, tenetevi pronti: potremmo essere di fronte al deficit più grande della storia!
Articolo pubblicato il 04/09/2020 12:00:00


Il mercato globale del rame potrebbe essere sull’orlo della più grande contrazione dell’offerta che la storia ricordi, e questo grazie alla richiesta estremamente tonica in arrivo dalla Cina che sta drenando le scorte custodite presso gli exchange.

La comunità degli analisti sembra ormai concordare all’unanimità sul fatto che la diminuzione delle riserve spot potrebbe innescare un'ulteriore impennata dei prezzi che, questa settimana, hanno superato i 6800 dollari per tonnellata; a questo proposito George Daniel, gestore presso Red Kite Capital Management, spiega che il mercato sta iniziando ad assomigliare a quello dei primi anni 2000, quando un’analoga euforia di acquisto da parte di Pechino condusse i prezzi a livelli record svuotando, al contempo, praticamente tutti i siti di stoccaggio su base globale.

Il mercato del rame - circa 24 milioni di tonnellate per anno - è stato soggetto a contrazioni dell’offerta da quando la Cina ha iniziato la sua espansione, ma la fine, per il colosso asiatico, dell’emergenza coronavirus, potrebbe determinare la comparsa di un vero e proprio deficit.

“Questa volta è diverso: la Cina ha risucchiato tutto il rame presente a mercato - spiega Daniel - sembra proprio che stiamo entrando in un periodo in cui di rame in giro ce ne sarà ben poco”.

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Secondo Daniel i prezzi potrebbero raggiungere i 7500 dollari per tonnellata, ma altri analisti sono ancor più ottimisti e prevedono un rialzo sino a quota 8000 dollari per tonnellata (Citigroup).

I segnali di un'incombente contrazione dell'offerta stanno aumentando sul London Metal Exchange, dove le scorte sono ai livelli più bassi in quasi 15 anni; i dati LME mostrano che c'erano circa 120.000 tonnellate di rame immagazzinate privatamente in Europa, alla fine di giugno, ma nessuna, nonostante la debole ripresa economica, è finita nei magazzini dell’exchange, testimoniando così un probabile passaggio alla Cina, dove i depositi LME sono sostanzialmente vuoti (80000 tonnellate di rame sono presenti nei magazzini COMEX negli USA, ma anche qui la ripresa inizia a farsi sentire).

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Consumatori e commercianti potrebbero essere più riluttanti a scaricare le scorte in eccesso per paura che una nuova ondata di infezioni da coronavirus possa riportare il caos nelle catene di approvvigionamento; secondo Trafigura, maggior commerciante di rame al mondo, il desiderio di rafforzare le riserve di materie prime è stato uno dei fattori che hanno guidato la rapida ripresa degli ordini quando la Cina è uscita dal blocco.

Con investimenti in settori ove il rame è ampiamente utilizzato, come l'energia rinnovabile ed i veicoli elettrici, anche i produttori in mercati precedentemente deboli come l'Europa potrebbero cercare di aumentare le loro scorte, creando così un'ulteriore pressione sulle forniture spot.

Alcuni, tra commercianti ed investitori, sono ancora scettici sul fatto che il crollo delle scorte presso l’LME rifletta condizioni di forte aumento della domanda, ma ciò potrebbe cambiare poiché le prove indicano che i consumatori stanno facendo scorta.

L’aumento della produzione, tuttavia, può alleviare parte della tensione: ci sono segnali che indicano come i commercianti di rottami stiano scaricando le loro scorte al fine di approfittare dei prezzi elevati, ed anche le fonderie cinesi stanno lavorando a ritmi elevati, anche se la fornitura limitata riduce i margini di guadagno.

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“La struttura del mercato è entrata in backwardation, e, mentre i fondi specializzati in materie prime diventando rialzisti sui fondamentali del rame, gli investitori macro a lungo termine stanno iniziando ad avere una visione più favorevole del metallo come asset che dovrebbe resistere al calo del dollaro e all'aumento dell'inflazione, fornendo un ulteriore vento favorevole ai prezzi” (G. Daniel).

Fonte Bloomberg
 
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