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Energy, Oil & Gas: seguire l'andamento del petrolio, del gas e delle energy companies

Tony

Well-known member
Dato uno sguardo grafico ad un po' di oil companies, le dinamiche di breve secondo me potrebbero essere positive. Certo, occorrerà restare vigili.
In linea teorica non avevo colto segnali di allarme dall'AT, anzi, alcuni titoli sembravano bene impostati con la chiusura di venerdì (certo, per esempio per gli indiani si poteva dire che eravamo su sma 13 daily e tecnicamente quello di ieri è stato un respingimento con i controfiocchi).

Per altro verso, si era più volte detto che il comparto era bisognoso di digerire la forte ascesa invernale, di qui l'invito ad una cautela e vigilanza sull'andamento dei titoli. Era anche la ragione che mi aveva indotto ad osservare la situazione, ma "da fuori", per così dire.

Andrà fatto un lavoro di revisione dei target, a partire dall'oil e giù scendendo al resto.

D'altronde, si era anche detto che oil e dinamiche inflazionistiche (aka, andamento dei rendimenti sui T-bond lunghi) sono direttamente correlati. Quindi, scommettere su di una ripresa dei corsi di questi bond e sull'andamento positivo dell'oil allo stesso tempo è abbastanza contraddittorio, per così dire.

Certo, è sempre questione di timing. Prendere qualche punto percentuale di gain su una oil company su di un rimbalzo su una soglia tecnica è sempre una prospettiva interessante, distinguendo appunto fra approccio da trading nel breve e da investimento in un arco di tempo più lungo.
 

Tony

Well-known member
In linea teorica non avevo colto segnali di allarme dall'AT, anzi, alcuni titoli sembravano bene impostati con la chiusura di venerdì (certo, per esempio per gli indiani si poteva dire che eravamo su sma 13 daily e tecnicamente quello di ieri è stato un respingimento con i controfiocchi).

Per altro verso, si era più volte detto che il comparto era bisognoso di digerire la forte ascesa invernale, di qui l'invito ad una cautela e vigilanza sull'andamento dei titoli. Era anche la ragione che mi aveva indotto ad osservare la situazione, ma "da fuori", per così dire.

Andrà fatto un lavoro di revisione dei target, a partire dall'oil e giù scendendo al resto.

D'altronde, si era anche detto che oil e dinamiche inflazionistiche (aka, andamento dei rendimenti sui T-bond lunghi) sono direttamente correlati. Quindi, scommettere su di una ripresa dei corsi di questi bond e sull'andamento positivo dell'oil allo stesso tempo è abbastanza contraddittorio, per così dire.

Certo, è sempre questione di timing. Prendere qualche punto percentuale di gain su una oil company su di un rimbalzo su una soglia tecnica è sempre una prospettiva interessante, distinguendo appunto fra approccio da trading nel breve e da investimento in un arco di tempo più lungo.
Ciò non toglie nemmeno che - smaltita la salita - le oil company restino a sconto rispetto ai fondamentali, non a premio. Ciò che rende verosimile imho una qualche partenza nei prossimi mesi/anni (direi fino a 2-3 anni come tempo di attesa massimo ipotizzabile) per un trend rialzista di quelli di lungo periodo.

Ogni cosa a suo tempo. Restare in attesa di Godot mentre magari l'oil si fa un ritorno attorno ai 50$/barile non è salutare per chi ha oil companies in portafoglio.

Occorrerà monitorare il contesto compartimentale.
 

loriamen

Moderatore
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DA COMMODITIES TRADING: 07/04/2021 09:30

Natural Gas: gli USA sconvolgono il mercato asiatico​


Le esportazioni statunitensi di liquefied natural gas (LNG) in Cina, Giappone e Corea del Sud - i maggiori importatori di carburante - sono aumentate a livelli record negli ultimi mesi mentre la regione, fortemente industrializzata, si riprende dalla pandemia COVID-19 (fonte Eikon).

La situazione pare simile a quella verificatasi con il petrolio USA nelle vesti di protagonista: in quel caso l’aumento delle esportazioni di greggio statunitensi costrinsero veri e propri big di settore come l’Arabia Saudita a reperire nuovi acquirenti, ed ora lo stesso avviene con il gas, con l’export USA che sta silenziosamente guadagnando quote di mercato nella piazza asiatica.

Il ritmo a cui gli USA esportano il loro gas in Giappone è tale che l’America si sta confrontando in un vero e proprio testa a testa con il Qatar per aggiudicarsi il titolo di primo fornitore della terza economia globale e questo anche a fronte di un prezzo del prodotto USA superiore a quello del Qatar di circa il 40%.

La situazione è in continua evoluzione ed altro LNG sarebbe pronto ad invadere i mercati, in quanto alcune fonti parlano di flussi di gas verso i terminal di esportazione statunitensi pari ad una media di 11,8 BCF nella giornata di giovedì 1 aprile, contro la media di 10,8 BCF giornalieri del mese di marzo 2021.

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Le esportazioni di LNG statunitense in Giappone, Cina e Corea del Sud ammontavano a 3,2 milioni di tonnellate, nel mese di febbraio, ovvero oltre il doppio del precedente record storico e queso a causa della fortissima richiesta in arrivo dalla piazza asiatica, dove un inverno particolarmente rigido ha contribuito ad innalzare la richiesta di prodotto a fini di riscaldamento, ed anche ora che le spedizioni statunitensi nella regione asiatica si mostrano in lieve calo, i dati di Eikon mostrano che si attestano ben al di sopra della media di periodo.

Il boom delle esportazioni statunitensi di gas dovrà affrontare una concorrenza spietata da parte del Qatar, che ha già annunciato piani per una massiccia espansione della capacità di esportazione e che già ora sta proponendo prezzi particolarmente interessanti ai clienti.

Fonte Reuters
 

loriamen

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U.S. Oil Rig Count Stalls As WTI Remains Below $60​

By Julianne Geiger - Apr 09, 2021, 12:19 PM CDT

Baker Hughes reported on Friday that the number of oil and gas rigs in the United States increased by 2 this week, bringing the total rig count to 432.

Last week, the U.S. oil and gas rig count increased by 13. The total number of active oil and gas drilling rigs in the U.S. is still 170 fewer than this time last year.

The oil rig count stayed the same at 337 this week. The number of gas rigs increased by 2 to 93. The number of miscellaneous rigs also stayed the same.

The EIA’s estimate for oil production in the United States for the week ending April 2 fell by 200,000 bpd this week to 10.9 million barrels. The EIA is now estimating that U.S. oil production will reach a modest 11.04 million bpd this year, with U.S. shale producers focusing on kicking back cash to their investors instead of increasing production.

Canada’s overall rig count decreased this week by 11. Oil and gas rigs in Canada now sit at 58 active rigs, up 23 on the year.

The rig count in the Permian basin stayed the same this week. The Permian’s total rig count is still 92 rigs below this time last year.

The Frac Spread Count provided by Primary Vision shows that fracking crews have steadily ticked upwards from the double-digit figures we were seeing during the height of the pandemic. The frac spread count, which estimates the number of completion crews finishing off previously drilled wells, has for a few weeks been above the 200 mark, with the last available data for the week ending April 1 reaching 207. This compares to a frac spread count of just 45 in May of last year.

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loriamen

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da Commodities Trading: 14/04/2021 09:00

La concorrenza tra fornitori di petrolio è destinata a divenire spietata, in quanto l’aumento della produzione OPEC+ incrementa la competitività del greggio prodotto dall’alleanza costringendo, potenzialmente, altri fornitori a vendere il loro oro nero con sconti adeguati.

Il primo segnale di allarme, in questo senso, è dato dall’ampliarsi di uno spread di prezzo monitorato dai commercianti per determinare la convenienza economica del petrolio mediorientale contro i barili legati al Brent: in questo momento tale spread è ai livelli più elevati in oltre 16 mesi.

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“C’è molto greggio economico e molto arriva dal Medio Oriente: i carichi legati al Brent dovranno essere offerti con forti sconti - spiega Grayson Lim, analista senior presso FGE riferendosi ai clienti della regione asiatica - ma in questo modo è possibile che la Cina compri”.

All’inizio di aprile la OPEC+ ha allentato i tagli alla produzione e da qui a luglio oltre 2 milioni di barili di petrolio saranno nuovamente immessi a mercato sulla scia dell’ottimismo in merito ad un aumento dei consumi indotto dal lancio di vaccini efficaci contro il coronavirus.

L’intervento della OPEC+ è stato connotato da un aumento di flussi di greggio iraniano non autorizzato verso la Cina e questo, insieme all’inizio di operazioni di manutenzione programmata in alcuni giacimenti del Mare del Nord, ridurrà il flusso di barili legati al Brent, proprio quel flusso che ha spinto lo spread oggetto di questo articolo ai livelli più elevati dal 2019.

Lo spread in questione è il cosiddetto Brent-Dubai exchange of futures for swaps ed il suo andamento ha subito una netta inversione di tendenza in quanto, nei mesi di settembre ed ottobre, i carichi di Dubai erano addirittura più costosi.

È probabile che lo spostamento a favore dei flussi collegati a Dubai si ripercuota sul mercato, spingendo gli acquirenti a guardarsi intorno e stimolando, al contempo, una reazione da parte dei venditori. In Asia, molto probabilmente, la situazione in corso farà si che gli acquirenti compreranno carichi spot in arrivo dal Medio Oriente - più convenienti - a meno che il petrolio dal bacino atlantico e dall'Africa occidentale non venga scontato per renderlo competitivo.
Qualcosa, tuttavia, si sta già muovendo: la scorsa settimana, Sonangol Group (Angola) ha nuovamente ridotto il prezzo di offerta per alcuni gradi legati al Brent, un’offerta colta immediatamente dalla cinese Unipec, e lo stesso intervento è stato implementato dalla Nigeria.

Mentre i barili iraniani sanzionati dagli Stati Uniti non sono conteggiati nel sistema formale di quote OPEC+, i flussi contribuiscono ancora alla pressione al ribasso sui carichi collegati a Dubai. Le spedizioni iraniane prese dalla Cina riducono la domanda locale di altri carichi spot. FGE stima che le esportazioni iraniane di greggio, condensato e combustibili potrebbero facilmente raggiungere i 2 milioni di barili al giorno nei prossimi mesi.

"Uno spread più ampio è positivo per l'OPEC+ in quanto cerca di riconquistare la quota di mercato - afferma Vandana Hari, fondatrice di Vanda Insights a Singapore - tuttavia, nel tempo, lo spread si correggerà da solo poiché i consumatori asiatici ridurranno la loro assunzione di barili dell'Atlantico a favore del Medio Oriente, o gli sconti dell’area atlantico aumenteranno”.

Fonte Bloomberg
 

loriamen

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Da Commodities Trading: 15/04/2021 09:00

Petrolio. La IEA si allinea all’OPEC: la domanda è destinata ad aumentare​

Nella sessione di ieri le notizie che hanno dominato il mercato petrolifero sono state essenzialmente due, ovvero il calo delle scorte USA indicato dall’API (American Petroleum Institute) e la revisione a rialzo delle stime sulla domanda praticata dalla IEA (International Energy Agency) e questo mix di elementi ha determinato un rialzo delle quotazioni del WTI al di sopra dei 61,3 dollari per barile (dati e grafico aggiornati alle ore 16 di mercoledì 14 aprile 2021).

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Scendendo maggiormente nel dettaglio, la IEA ha rivisto a rialzo le stime relative alla domanda globale di greggio di 230000 barili giornalieri rispetto alla previsione precedente, una revisione effettuata in virtù delle attese di un aumento della richiesta in arrivo da Stati Uniti e Cina e che segue un intervento simile da parte dei tecnici OPEC.

Nel mentre l’American Petroleum Institute ha riferito che le scorte di greggio degli Stati Uniti sono diminuite di 3,61 milioni di barili la scorsa settimana, un dato che, se confermato dalla EIA, si presenterà come il terzo calo settimanale consecutivo.

I timori relativi alla domanda di carburanti a breve termine indotti dal protrarsi della pandemia hanno posto fine al frizzante aumento delle quotazioni del petrolio e questo a causa di due eventi ben precisi, ovvero l’aumento dei casi in India, grande consumatore di greggio, ed il blocco - potenziale o già avvenuto - di alcuni vaccini negli USA ed in alcuni paesi dell’Europa.

Come abbiamo visto in apertura un intervento simile a quello della IEA era già stato implementato dalla OPEC, i cui tecnici hanno recentemente affermato che l'aumento dei consumi dovrebbe aiutare a ridurre le scorte e anche ad assorbire parte dell'offerta interrotta che il gruppo prevede di immettere nuovamente a mercato nei prossimi tre mesi.

In corrispondenza di questa revisione a rialzo delle stime sulla domanda, la IEA ha evidenziato la forza di alcune aree chiave: a questo proposito cita il Giappone, dove la domanda ha raggiunto i livelli pre pandemici per il secondo mese consecutivo, a febbraio, ed il Regno Unito, dove il traffico stradale si attesta ai livelli più elevati dal mese di novembre 2020.

Nel frattempo, in Cina, il governo sta esercitando una forte pressione sulle raffinerie indipendenti al fine di frenare la sovraccapacità ed eliminare alcune pratiche illegali: nel dettaglio Pechino sta conducendo indagini accurate atte a verificare se i trasformatori hanno soddisfatto la richiesta di chiudere apparecchiature obsolete e inquinanti.

Fonte Bloomberg
 

loriamen

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nota sul WTI:
Il livello critico da monitorare è quello dei 63 dollari al barile, una resistenza già superata nella giornata di ieri e che rappresenta uno spartiacque per il texano.
 

loriamen

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First Ever Net-Zero Natural Gas Power Plants Proposed for Colorado, Illinois​


BY CAROLINE EVANS
April 15, 2021
Investment firm 8 Rivers Capital LLC has unveiled plans to build what could be the first pair of net-zero natural gas-fired power plants in the world.
One facility would be in Decatur, IL, with a second on the Southern Ute Indian Reservation in Colorado. Each would generate 280 MW.

The announcements follow plans by utilities, cities and states to lower their carbon footprints in a bid to combat climate change. 8 rivers Principal Adam Goff said the Coyote Clean Power Project in Colorado would market power to a number of different municipalities and other entities on and off the reservation.

“I think these are the first of a wave,” Goff told NGI. The Durham, NC-based firm has about a dozen similar projects in various stages of development. “And as the world moves to cut emissions and reach net zero by 2050, we see huge demand in the U.S. and around the world.”

Both of the net-zero power plants, amounting to a $1 billion investment combined, could be sanctioned in 2022, with start-up as early as 2025. The facilities would use technology provided by 8 rivers portfolio company Net Power LLC. The technology combusts gas with oxygen instead of air and uses carbon dioxide (CO2) to drive turbines instead of steam. 8 rivers claims the technology eliminates all air emissions, including CO2 that can be sequestered.
Broadwing, the proposed Illinois facility, is being pursued with Chicago-based partner Archer-Daniels-Midland Co. (ADM). Warwick Capital Partners LLP is providing development financing through its Warwick Carbon Solutions investment vehicle. Broadwing would store captured carbon a mile and a half underground via ADM’s carbon capture and storage system.
The Coyote project is being developed in partnership with the Southern Ute Indian Tribe Growth Fund. Financing decisions are ongoing and the project sponsors are targeting 2022 for a final investment decision, Goff said. The Southern Ute has previously pursued projects that include a methane capture facility and a utility-scale solar project.

Goff said the project sponsors were engaged in an “active process” with potential suppliers to ensure the plant’s feedstock would comply with the net-zero mandate.

“The Southern Ute Growth Fund has a lot of experience with sourcing gas,” he said. “And so we’re really lucky to have them as partners, particularly in delivering a lot of expertise on the gas supply side to make sure it’s done responsibly.”

Goff added that the project sponsors are looking at “all our options,” including nature-based carbon offsets, to keep the emissions profile as low as possible.
 

loriamen

Moderatore
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U.S. Rig Count Increases As Oil Prices Hold Above $60​

By Julianne Geiger - Apr 16, 2021, 12:14 PM CDT

Baker Hughes reported on Friday that the number of oil and gas rigs in the United States increased by 7 this week, bringing the total rig count to 439.

Last week, the U.S. oil and gas rig count increased by 2. The total number of active oil and gas drilling rigs in the U.S. is now just 90 fewer than this time last year.

The oil rig count increased by 7 this week, bringing the total oil rig count to 344 this week. The number of gas rigs increased by 1 to 94. The number of miscellaneous rigs fell by 1.

The EIA’s estimate for oil production in the United States for the week ending April 9 rose by 100,000 bpd this week to 11 million barrels per day. The EIA estimates that U.S. oil production will reach a modest 11.04 million bpd this year.

Canada’s overall rig count decreased this week by 2. Oil and gas rigs in Canada now sit at 56 active rigs, up 26 on the year.

The rig count in the Permian basin increased by 3 this week. The Permian’s total rig count is now just 56 rigs below this time last year.

The Frac Spread Count provided by Primary Vision shows that fracking crews are trending upward overall, now hovering above 200, showing a significant increase over the modest double-digit figures seen during the height of the pandemic. The frac spread count, which estimates the number of completion crews finishing off previously drilled wells, came in at 206 according to available data for the week ending April 9. This compares to a frac spread count of just 45 in May of last year.

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Tony

Well-known member
Può darsi torni a salire, ieri è andata al rimbalzo su sma 13 daily, il che lascia ipotizzare una reazione rialzista.

Dovesse fermarsi sotto sma 5, verosimilmente lateralizzerà oppure tornerà giù subito (più probabile imho la prima, i trend di solito si indeboliscono prima di - eventualmente - cambiare segno, salvo che non ci sia un trigger, un fattore innescante immediato).

Solo se passasse al di sopra potrebbe riprendere un trend rialzista.

Vedi l'allegato 8305

Ciò che fa ritenere la circostanza della ripresa al rialzo meno probabile (al di là della lateralizzazione fino ad un +2% max dai valori attuali) è la condizione dei Tf lunghi.

Il Tf weekly pare sostanzialmente arrivato almeno ad un target intermedio, con un respingimento su bollinger superiore, un ipercomprato di breve estremo (Rsi 5 a 91,55).

Anche solo volesse rifiatare su sma 5 weekly dovrebbe perdere un buon 5% sul close di ieri, il trend rialzista non ne sarebbe minimamente intaccato. Un rifiato un po' più consistente (su sma 13 weekly) varrebbe un -15% circa sui corsi attuali (e il Wti resterebbe sempre in uptrend di lungo termine, comunque)

L'oil è abituato a fare queste tirate weekly sostenuto da sma 5 senza contatti con sma 13. L'ultima è durata 15 settimane (seguita da un -15% circa), quella in corso è alla 14esima settimana, di solito siamo lì, fra la dozzina e la quindicina se guardassi su un grafico nel lungo termine.


Vedi l'allegato 8306

Il Tf monthly dice che siamo ad una proiezione sopra sma 5 di circa il 20%. In questi casi un rientro su sma 5 (che salirà di qualcosa a marzo) comporterebbe ancora un calo nell'ordine di un 10%-15% circa. E si resterebbe comunque in uptrend, ancora una volta.

Vedi l'allegato 8307

Quando, in un quadro del genere, leggo JPM che dice: può ancora salire 5-10$, mi chiedo se non abbiano nessuno lì che sappia leggere un grafico, oppure se siano in buona fede o meno.

Poi sbaglierò certamente io, eh.

Ero stato molto critico con Jpm, in realtà hanno avuto ragione senza che avessi io troppo torto.

Nel senso che l'oil ha effettivamente conseguito un massimo di oltre 6$ superiore nella settimana successiva (in Jpm avevano dato un range 5-10$), ma per trarne beneficio è stato necessario essere piuttosto lesti ad approfittarne, in quanto quella settimana è stata il culmine della fase rialzista, prima che partisse la correzione.

Il messaggio quotato era del 20 febbraio. C'è stata ancora una settimana rialzista, la 15esima del ciclo appunto, con un massimo ritoccato infradaily nella prima seduta della settimana ancora seguente, la quale tuttavia ha chiuso più bassa, dopodiché il ciclo si è interrotto.

Il massimo al close weekly è stato fatto nella 15esima settimana (a 66,42 $). 5 settimane dopo si è chiuso a 57,63$, avendo così il $WTI effettuato quella prima correzione del 15% che avevo ipotizzato sulla scorta dei comportamenti passati.

Il Tf weekly, in giallo la settimana del 20 febbraio.

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I trend forti si smorzano primi di, eventualmente, cedere ancora. Non sorprende perciò che nella ultime 4 settimane l'oil sia sempre rimbalzato sulla sua sma 13, in ciascuna di esse. Nell'ultima ha posto in essere una reazione rialzista che lo ha spinto su fino ai 63$.

La prossima sarà dunque una settimana cruciale, con forse qualche probabilità in più che si scenda piuttosto che non che si salga, imho, ma comunque da osservare.

Ciò in considerazione sia del fatto che sul Tf daily siamo sulla bollinger superiore, con i piedi per aria e sma 5 sotto attorno a quota 62$, sia della situazione sul Tf monthly, dove - come si ipotizzava il 20 febbraio - il WTI è sceso verso la rispettiva sma 5 a marzo e ci sta rimbalzando sopra ad aprile.

A due settimane dalla fine del mese, o troverà la forza di una nuova proiezione verso bollinger superiore monthly, oppure tornerà indietro verso sma 5.

Se fosse la seconda, sarebbe verosimilmente anticipazione di una certa debolezza anche più in là in primavera.

Il Tf monthly

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Ultima modifica:

loriamen

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Da Commodities Trading: 19/04/2021 18:00

Petrolio, Goldman Sachs: il picco della domanda avverrà a breve​

Ora è ufficiale: Goldman Sachs si aggiunge alla lista degli operatori finanziari che prevedono un picco della domanda di petrolio a breve termine.

L’istituto di credito ha anticipato la previsione di picco della domanda al 2026, se non prima, a causa dell’aumento della diffusione dei veicoli elettrici ed anche se il settore dei carburanti per aerei ed il petrolchimico favorirà l’incremento del consumo complessivo di greggio si tratterà di una crescita “anemica” che diverrà evidente a partire dal 2025.

La dichiarazione di Goldman fa da eco a quella di BP, decisamente più aggressiva e che indica un picco di domanda di petrolio già avvenuto, ed a quella della International Energy Agency, i cui tecnici individuano un plateau a ridosso del 2030.

Più recentemente, Wood Mackenzie ha messo in guardia le compagnie petrolifere dai rischi di un inadeguata preparazione alla transizione energetica: se i governi si muovessero in modo aggressivo per ridurre le emissioni di gas serra in linea con l'Accordo sul clima di Parigi, il consumo di petrolio inizierebbe a diminuire già nel 2023.

"Le politiche governative che determinano maggiori guadagni di efficienza e minori emissioni hanno avuto la maggiore influenza sulla domanda di trasporto su strada -
spiegano gli analisti di Goldman Sachs - ed i prodotti petrolchimici diventeranno il nuovo motore per la domanda di petrolio, trainati dalla crescita economica e dall'aumento dei consumi, soprattutto nei mercati emergenti”.

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Se un picco della domanda di petrolio verrà evitato in questo decennio, il merito sarà dei paesi emergenti mentre, nei mercati sviluppati, la domanda non tornerà mai più ai livelli del 2019, con la diminuzione della richiesta in arrivo dal trasporto su strada (43% del consumo complessivo di petrolio) che sarà esacerbata anche dall’implementazione di nuove abitudini come, ad esempio, il lavoro da casa e dall’introduzione sempre maggiore dei veicoli elettrici in aree chiave come USA ed Europa. A determinare un picco di domanda anticipato potrebbero essere, inoltre, anche i prezzi del barile elevati.

Per altri operatori di settore come Pioneer Natural Resources il picco di domanda non si verificherà prima del 2035, mentre Bruce Niemeyer, vicepresidente di Chevron, sostiene che anche in presenza di politiche ambientali più severe il petrolio continuerà a mostrarsi essenziale nel soddisfare le esigenze energetiche a livello globale.

Fonte Bloomberg
 

condor74

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XLE, tf daily: ha rotto al ribasso sma50; primo supporto statico mi pare quello tracciato sul grafico in area 45. Più sotto al momento abbiamo 44.3 dove c'è sma5 mensile. IMO, come sempre

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Tony

Well-known member
Occhio agli indiani. Il tipo di violazione ribassista che vanno costruendo oggi potrebbe avere target quasi 10 punti pct sotto.

Violazione con le seguenti caratteristiche sul daily: ribassista del supporto statico daily del rimbalzo, taglio di bollinger mediana e sma corte, miss ribassista sul restringimento delle bollinger daily.

C'è un tempo per il coraggio ed uno per la cautela.

Salvo recupero nell'ultima ora e mezzo di seduta...
 

loriamen

Moderatore
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Da: Commodities Trading: 22/04/2021 09:00

Petrolio: il surplus sta svanendo​

L'eccesso di scorte di petrolio senza precedenti accumulato durante la pandemia di coronavirus è quasi scomparso, sostenendo una ripresa dei prezzi gradita ai produttori ma che, al contempo, irrita i consumatori.

La International Energy Agency ha recentemente confermato questa situazione asserendo che, nel mese di febbraio, era presente solamente un quinto del precedente eccesso di scorte, una piccola parte che si stava via via esaurendo con lo svuotarsi dei siti di stoccaggio offshore ed altri siti di rilievo,

Il riequilibrarsi del mercato si palesa grazie all’operato della OPEC+ che, con i tagli alla produzione, ha sostenuto l’intero settore facendo aumentare i prezzi del Brent che, attualmente, scambia a ridosso dei 67 dollari per barile, un sicuro vantaggio per i produttori, questo è vero, ma al contempo fonte di preoccupazione per i consumatori.

“Le scorte commerciali OCSE sono tornate in linea con la media quinquennale - spiega Ed Morse, responsabile ricerca settore materie prime presso Citigroup - e quel che rimane del surplus è quasi interamente concentrato in Cina…”.

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Il processo di riequilibrio, come ha spiegato Morse, non è completo, e significativi volumi rimangono stoccati nell’area dello Shandong (Cina) anche se gli operatori di settore affermano che potrebbe essere tutto petrolio destinato ad alimentare nuovi impianti di raffinazione.

Terminare il processo di riequilibrio potrebbe richiedere tempo in quanto la OPEC+ sta ripristinando parte della produzione asportata dal mercato in precedenza mentre il virus rappresenta ancora una minaccia in nazioni come India e Brasile, ma la fine dell’eccesso, almeno per ora, finalmente inizia ad intravedersi.

Le scorte di petrolio nelle economie sviluppate sono state di appena 57 milioni di barili al di sopra della loro media 2015-2019 a febbraio, in calo da un picco di 249 milioni a luglio, secondo le stime IEA,e questo rappresenta una vera e propria inversione di tendenza rispetto ad un anno fa quando le restrizioni abbattevano la domanda globale di carburante del 20% e gli operatori di settore tremavano pensando ad una saturazione dei siti di stoccaggio imminente.



Crollo delle scorte

Negli Stati Uniti il processo di riequilibrio si mostra avanzato, con le scorte complessive (petrolio e prodotti) ad 1,28 miliardi di barili in linea con il periodo precedente lo scoppio della pandemia mentre, nella costa est, i volumi sono ai livelli più bassi in 30 anni; in contrazione anche le scorte strategiche della nazione ove le compagnie petrolifere sono state autorizzate, in precedenza, a depositare la produzione in eccesso: la riduzione delle scorte SPR si attesta a 21 milioni di barili; in calo del 27% le scorte offshore a 50,7 milioni di barili.

Di rilievo il forte calo del petrolio stoccato presso l'hub della baia di Saldanha, sulla costa occidentale del Sud Africa, un sito di estrema importanza a causa della posizione geografica.

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Se per la OPEC+ quanto sta accadendo rappresenta il raggiungimento di un ambizioso obiettivo, per le nazioni consumatrici no si può certo dire la stessa cosa: in California la benzina è aumentata sino a 4 dollari per gallone ed in India l’aumento dei prezzi del greggio potrebbe compromettere il recupero dell’economia.

Nel bene e nel male, il riequilibrio dovrebbe continuare; con l'ulteriore ripresa della domanda, le scorte globali diminuiranno a un ritmo di 2,2 milioni di barili al giorno nella seconda metà dell’anno, spingendo il greggio Brent a 74 dollari al barile o anche più in alto, prevede Citigroup.


Fonte dato e grafici Bloomberg

 

loriamen

Moderatore
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U.S. Oil Rig Count Declines For The First Time In Six Weeks​

By Julianne Geiger - Apr 23, 2021, 12:11 PM CDT

Baker Hughes reported on Friday that the number of oil and gas rigs in the United States decreased by 1 this week, bringing the total rig count to 438.

In the week prior, the U.S. oil and gas rig count increased by 7.

The total number of active oil and gas drilling rigs in the U.S. is now just 27 fewer than this time last year.

The oil rig count decreased by 1 this week, bringing the total oil rig count to 343 this week. The number of gas rigs stayed the same at 94. The number of miscellaneous rigs also stayed the same.

The EIA’s estimate for oil production in the United States for the week ending April 16 stayed the same this week at 11 million barrels per day. The EIA estimates that U.S. oil production will reach a modest 11.04 million bpd this year, after falling from the 13.1 million bpd peak production reached in February 2020, before the pandemic crushed oil demand.


Canada’s overall rig count decreased this week by 1. Oil and gas rigs in Canada now sit at 55 active rigs, up 29 on the year.

The rig count in the Permian basin decreased by 1 this week. The Permian’s total rig count is now just 20 rigs below this time last year.

The Frac Spread Count provided by Primary Vision shows that fracking crews shot up last week, and now sits at 220 as of the last official data.
 

Tony

Well-known member
Occhio agli indiani. Il tipo di violazione ribassista che vanno costruendo oggi potrebbe avere target quasi 10 punti pct sotto.

Violazione con le seguenti caratteristiche sul daily: ribassista del supporto statico daily del rimbalzo, taglio di bollinger mediana e sma corte, miss ribassista sul restringimento delle bollinger daily.

C'è un tempo per il coraggio ed uno per la cautela.

Salvo recupero nell'ultima ora e mezzo di seduta...
Ho scantonato alla grande qui. Nel senso che è andata diversamente: il segnale tecnico c'era, ma non ha innescato il calo (falsa violazione ribassista). C'è da rifare il punto, cruciale la seduta odierna.
 

loriamen

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Goldman: Oil To Hit $80 On Largest Ever Demand Jump​

By Tsvetana Paraskova - Apr 28, 2021, 11:00 AM CDT

Goldman Sachs expects global oil demand to realize the biggest jump ever over the next six months, the investment bank said on Wednesday, keeping its bullish forecasts for oil prices this summer.

Higher demand for travel and acceleration of vaccinations in Europe are set to result in “the biggest jump in oil demand ever, a 5.2 million barrels per day (bpd) rise over the next six months,” Reuters quoted Goldman Sachs as saying in a note to clients.

Goldman Sachs continues to see oil rising to $80 per barrel this summer and says that “The magnitude of the coming change in the volume of demand -- a change which supply cannot match -- must not be understated,” as carried by FXStreet.

At the beginning of this month, Goldman also issued a bullish note, saying that it anticipated strong demand that would require OPEC+ putting another 2 million barrels per day (bpd) on the market in the third quarter, after the around 2 million bpd that the alliance and Saudi Arabia decided to return between May and July.

In early April, the investment bank expected excess oil inventories to normalize by the fall of 2021.

At the end of April, Goldman Sachs continues to forecast a large demand rebound this year, despite the soaring COVID cases in India, which have somewhat clouded the demand outlook.

“Commodity markets have looked through the sharp rise in Covid-19 cases in India,” Goldman Sachs said today.

At the beginning of March, the bank expected Brent Crude prices to hit $80 a barrel in the third quarter this year, up by $5 compared to the previous forecast issued two weeks earlier.

Even after the sell-off in oil in mid-March, Goldman said that the “big breather” was a buying opportunity for oil and continued to forecast Brent hitting $80 per barrel in the summer.
 

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Va bene, cancello il mio, non ci sono problemi :)
Potevi cancellare il mio, tanto valeva l'informazione!, comunque sei sempre molto gentile e disponibile e penso che questo sia il modo migliore di partecipare ad un forum.-Grazie per la tua disponibilità e credimi non avevo pensato alla cancellazione !

Buona Serata!!!
 

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U.S. Rig Count Increases To 440 Rigs​

By Julianne Geiger - Apr 30, 2021, 12:21 PM CDT

Baker Hughes reported on Friday that the number of oil and gas rigs in the United States increased by 2 this week, bringing the total rig count to 440.

In the week prior, the U.S. oil and gas rig count decreased by 1.

The total number of active oil and gas drilling rigs in the U.S. is now 32 more than this time last year.

The oil rig count decreased by 1 this week, bringing the total oil rig count to 342 this week. The number of gas rigs increased by 2 to 96. The number of miscellaneous rigs increased by 1.

The EIA’s estimate for oil production in the United States for the week ending April 23—the last available data—fell slightly this week to 10.9 million barrels per day. The EIA estimates that U.S. oil production will reach a modest 11.04 million bpd this year, after falling from the 13.1 million bpd peak production reached in February 2020, before the pandemic crushed oil demand.

Canada’s overall rig count decreased this week by 4. Oil and gas rigs in Canada now sit at 51 active rigs, up 24 on the year.

The rig count in the Permian basin decreased by 2 this week. At 224 rigs, the Permian’s total rig count is now 5 rigs above what it was this time last year.

The Frac Spread Count provided by Primary Vision shows that fracking crews slipped last week to 217. The frac spread count estimates the number of completion crews finishing off previously drilled wells. This compares to a frac spread count of just 45 in May of last year.
 
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