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Energy, Oil & Gas: seguire l'andamento del petrolio, del gas e delle energy companies

loriamen

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The low oil prices and drastically reduced fracking activity in North America claimed another victim as oilfield services provider BJ Services filed on Monday for Chapter 11 bankruptcy protection.
Texas-based BJ Services, a provider of hydraulic fracturing and cementing services, operates in every major basin in the U.S. and Canada, but it is feeling the sting from the uncertainty on the commodity markets and the significantly reduced demand due to the COVID-19 pandemic.
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“It is reasonable to expect that a substantial number of producers will continue to seek protection from creditors in bankruptcy even if oil prices recover over the next few months. In the second quarter of 2020, 18 producers filed bankruptcy compared to only five who filed in the first quarter,” law firm Haynes Boone said at the end of June.
 

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Petrolio, Cina prima compra e poi rivende: l’affare del decennio
Petrolio e la speculazione della Cina, che prima compra a basso prezzo e poi rivende sul mercato internazionale: l’affare del decennio.
21 lug 2020 06:41 AM GMT


Quando il 21 aprile scorso il Wti tocco i -37,63 USD al barile sui futures di maggio 2020, ai più esperti fu chiaro che avevano davanti a loro l’occasione del decennio. Comprare i futures di maggio e ancor più di giugno e luglio avrebbe significato mettere in tasca molto non appena le grandi nazioni avrebbero allentato le misure di contenimento contro Covid-19.
E così è stato, il prezzo del petrolio greggio, ad esempio, è risalito tremendamente passando dai quasi 10 USD di fine aprile agli attuali 40,6 USD.



Ebbene anche alcuni Stati hanno approfittato del momento per lucrare sul prezzo. In particolare lo ha fatto la Cina, che dopo aver acquistato enormi quantità di petrolio a maggio e a giugno, ora lo rivende sul mercato internazionale.

La Cina, va ricordato, è un forte dipendente dalle importazioni di petrolio e al contempo uno dei maggiori consumatori al mondo. La forte contrazione del prezzo del petrolio dei primi mesi del 2020 si deve in particolare alla Cina, costretta dalla pandemia a fermare una parte rilevante della sua produzione.

Pechino ha poi comprato tanto petrolio durante il minimo storico ed ha riempito i suoi siti di stoccaggio, apparentemente per avere petrolio a buon mercato a disposizione per le sue industrie. Invece negli ultimi giorni, scrive Il Sole24 Ore, il grande paese asiatico ha venduto ben un milione di barili di greggio precedentemente comprati dall’Iraq.

Una operazione da maestri.

Chi ha comprato il petrolio riesportato dalla Cina?
Lo Shanghai International Energy Exchange (Ine) ha immesso sul mercato una enorme quantità di barili di greggio che società di trading straniere hanno trovato più conveniente comprare rispetto addirittura ai prezzi dei produttori.

La Cina fa concorrenza ai grandi produttori di petrolio come l’OPEC, gli USA o la Russia? Non proprio, ma è significativo che prima abbia comprato dal Medio Oriente a prezzi stracciati e ora trovi assai conveniente rivendere.

Definiamo la Cina, quindi, un ottimo rivenditore di barili di petrolio in questo momento, ma l’attività non dovrebbe durare molto.


La rivendita di petrolio da parte dei cinesi ha causato ovviamente un fenomeno ribassista sui mercati. Il prezzo del Brent e quello del Wti, in questi ultimi giorni sono scesi proprio a causa di questa attività di rivendita.
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Previsioni sul prezzo del petrolio ad agosto
I futures sulle varie qualità di petrolio indicano che c’è un eccesso di offerta di petrolio in giro, e questo dovrebbe portare il prezzo sui futures di agosto a calare, per poi riprendere a settembre ed ottobre.

Agosto potrebbe quindi essere un mese ideale per acquisti a prezzi più bassi, per poi rivendere nei mesi successivi quando si presume il prezzo del petrolio salirà.

Naturalmente il calo di agosto non sarà paragonabile a quello di aprile.
 

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I produttori di petrolio del Canada che vedono il loro core business concentrato nel settore delle sabbie bituminose non stanno riprendendo le operazioni di produzione a ritmo sostenuto, e questo fa si che gli oleodotti locali siano ancora praticamente vuoti.

La situazione in essere è confermata dai vertici di Enbridge Inc, che hanno spiegato come le spedizioni di greggio prenotate sulla loro rete di oleodotti - la più grande del paese - siano nettamente inferiori rispetto ai livelli precedenti alla pandemia quando la produzione locale doveva sottostare ai limiti imposti dalle autorità.

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Le compagnie canadesi impegnate nel settore delle sabbie bituminose hanno gradualmente aumentato la produzione a seguito del recupero della domanda in arrivo dalle raffinerie, questo è vero, ma la ripresa è molto più lenta rispetto a quanto osservato negli Stati Uniti, in quanto, come sottolineano i tecnici di Wood Mackenzie, un barile a 40 dollari offre margini molto poco attraenti.

In questo momento molte compagnie stanno lentamente ripristinando la produzione, mentre altre sono ancora dedite allo spegnimento degli impianti per effettuare le operazioni di manutenzione.

Gli arresti degli impianti produttivi hanno determinato il prosciugamento delle scorte di petrolio del Canada occidentale che, alla fine di giugno, ammontavano a 28,6 milioni di tonnellate (fonte Genscape).
 

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Natural Gas: continuano le cancellazioni dei carichi USA
Articolo pubblicato il 24/07/2020 10:00:00


Gli acquirenti di gas naturale liquefatto (LNG) prodotto negli Stati Uniti hanno continuato a cancellare i carichi di settembre a causa della debole domanda globale di gas, ma la situazione pare in corso di miglioramento, in quanto il ritmo delle cancellazioni si mostra in calo rispetto ai due mesi precedenti (il numero esatto dei carichi cancellati, spiegano i giornalisti di Reuters, non è stato comunicato).

Due delle otto fonti interpellate da Reuters hanno riferito che potrebbero essere stati annullati 26 carichi di LNG per settembre, mentre un’altra fonte ha dichiarato che sarebbero stati cancellati carichi in numero compreso tra 15 e 20; altre fonti parlano di oltre 26 carichi cancellati.

Le stime in oggetto, in ogni caso, si mostrano inferiori ai 40 - 45 carichi cancellati nei mesi di luglio ed agosto (tra 20 e 30 carichi sono stati cancellati nel mese di giugno).

Si tratta di un dato senza dubbio positivo, ma assolutamente non in grado di mutare la situazione in essere, che conferma la presenza di un mercato in forte eccesso di offerta, con l’annullamento dei carichi imputabile essenzialmente alla debolezza dei prezzi in Europa, dove i siti do stoccaggio risultano ormai vicini alla saturazione.

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Tra i motivi che potrebbero aver determinato una minor cancellazione dei carichi ci sarebbe la scommessa dei commercianti su un aumento dei prezzi del prodotto tra novembre e dicembre, con la presenza, sin d’ora, di alcuni vascelli carichi di prodotto destinato, presumibilmente, alla piazza asiatica.

Attualmente non è chiaro se la richiesta di LNG aumenterà nell’intera piazza asiatica, ma quel che è certo è che si osservano alcuni progressi in questo senso in India.

A subire la maggior cancellazione di carichi è stata Cheniere Energy, con i vertici della società che, tuttavia, sottolineano come l’estrema flessibilità - anche in termini di destinazione - sia un fiore all’occhiello dell’azienda.

Fonte Reuters
 

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A proposito di Gas, da NGI:


The pricing momentum gathered after signs of an improving liquefied natural gas (LNG) export environment and the U.S. Energy Information Administration’s (EIA) latest storage assessment, released Thursday, which showed an injection of 37 Bcf for the week ending July 17. It extended to four weeks a run of sub-100 Bcf additions to gas stockpiles.

Shipbroker Fearnleys AS noted news reports of fewer U.S. LNG export cancellations heading into the fall and said the trend signals a potential recovery in the making. “After a very weak summer, expectations of an improving LNG trading environment appear to be bearing fruit as early estimates suggest September U.S. Gulf cargo cancellations are down considerably,” Fearnleys said.


Traders surveyed by Bloomberg estimated that between 20 and 30 U.S. LNG export cargoes would not get loaded in September, but that would represent notable and continuing improvement. There were an estimated 50 cancellations for July and between 35-40 for August. U.S. LNG demand from leading consumers in Asia and Europe is gradually recovering with prices on both continents recently trading at a premium to the U.S. benchmark.


“We see the probability of hitting storage capacity becoming increasingly unlikely,” analysts at Tudor, Pickering, Holt & Co. (TPH) said.

TPH estimated that storage would crest at 4.08 Tcf this year. With supply running 1 Bcf/d below its forecasts, however, analysts expect to see an additional 100 Bcf buffer against containment.

“Additionally, record power burn” is “lining up for a tight print” with the next EIA storage report, the TPH analysts said. Their early modeling points to a build “in the 20 Bcf range, about half of normal levels.”

Following some cooler shifts in forecasts earlier in the week, Bespoke Weather Services said Friday the leading models pointed to renewed temperature intensity, “with above-normal heat for the nation as a whole” over most of the final week of July.
"We do not see any extreme heat on the horizon, but we do feel August turns out to be another hot month compared to normal,” the firm added.

“Models indicate more development is possible in the Atlantic” over the coming week as well, Bespoke said. “Storm activity will be another wildcard to consider as an influence on temperatures.”

 

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U.S. Drops Three Natural Gas Rigs; Oil Count Posts First Gain in Months

BY JEREMIAH SHELOR
July 24, 2020
The U.S. natural gas rig count fell three units to finish at 68 for the week ending Friday (July 24), while the oil patch saw its first weekly net increase since mid-March, according to the latest data from Baker Hughes Co. (BKR).

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Petrolio: i prezzi scenderanno, perché…
pubblicato il 28/07/2020 08:00:00

I prezzi del petrolio sono destinati a cedere terreno? Molto probabilmente si…

Le quotazioni del Brent, rispetto ai minimi di aprile, hanno guadagnato oltre il 120% ed ora si attestano al di sopra dei 40 dollari per barile, ma questo trend potrebbe non durare a lungo, in un contesto connotato da un’offerta in aumento a cui fa da contraltare una richiesta a dir poco incerta.

La OPEC+ inizierà, nel mese di agosto, ad allentare i tagli alla produzione, e questo andrà a a pesare in un mercato che già evidenzia un aumento dell’output da parte degli Stati Uniti, anche se parte dell’aumento della produzione OPEC+ verrà compensato - sempre che mantengano la parola data - da tagli aggiuntivi da parte di quei produttori mostratisi poco conformi nei mesi passati.

Secondo il ministro dell’energia saudita, il principe Abdulaziz bin Salman, la maggior parte del greggio extra prodotto dall’Arabia Saudita non raggiungerà il mercato globale in quanto sarà utilizzato per soddisfare la richiesta interna che, tradizionalmente, aumenta proprio in questo periodo dell’anno a causa del caldo torrido.

In ogni caso, come abbiamo visto in precedenza, l’Arabia Saudita (leggi OPEC+) non è l’unico problema per il prezzo del petrolio, in quanto anche gli USA stanno aumentando nuovamente il loro output di greggio: i dati diffusi nella passata ottava dalla Energy Information Administration hanno mostrato il primo incremento settimanale della produzione (dati revisionati in base all’impatto della tempesta tropicale Cristobal che ha attinto il Golfo del Messico nel mese di giugno eliminando brevemente dal mercato circa 500000 barili giornalieri di petrolio).

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A tornare in attività è anche il settore shale a stelle e strisce, che timidamente torna ad effettuare nuove perforazioni e riattiva i pozzi resi inattivi durante la pandemia di COVID 19 (il numero di pozzi soggetti a fracking, nel mese di luglio, dovrebbe mostrare il primo incremento su base mensile del 2020, fonte Rystad Energy), ed anche i produttori canadesi operativi nel settore delle sabbie bituminose, seppur ad un ritmo nettamente inferiore a quello dei loro colleghi negli USA, stanno incrementando l’output di oro nero.

A far pressione sui prezzi, tuttavia, non è solamente l’aumento dell’offerta, ma anche la domanda, in quanto la tanto attesa ripresa tarda a palesarsi a mercato.


Dopo un aver stabilito un record nel mese di aprile gli acquisti dalla Cina si sono indeboliti a causa dell’aumento dei prezzi ed a causa di un forte aumento del prodotto stoccato in loco: tecnicamente la capacità dei siti di stoccaggio nella provincia di Shandong è diminuita del 28%, ma tale percentuale è destinata ad aumentare in quanto numerosi vascelli attendono di essere scaricati).

Nel frattempo le piccole raffinerie indipendenti, le cosiddette Tea Pots, hanno rallentato il ritmo di lavorazione, con la richiesta di benzina e petrolio che, a causa delle condizioni meteo avverse, potrebbe ridursi, brevemente, del 5% (fonte Facts Global Energy).

Negli Stati Uniti, sul fronte del consumo di carburanti, le cose non vanno meglio, e la tanto attesa driving season non promette bene, con l’aumento della richiesta di benzina che ha rallentato il passo appena dopo il Memorial Day; come se non bastasse, gli stati che tradizionalmente vedono un forte afflusso di turisti interni per il periodo estivo (ad esempio Florida e California) stanno assistendo ad un forte aumento dei casi di coronavirus, e questo limita gli spostamenti e, di conseguenza, il consumo di benzina e carburante per aerei.

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I dati sul traffico mostrano che quest’ultimo, nelle grandi città come Miami e Los Angeles, è inferiore del 40% rispetto ai livelli pre virus, mentre solamente nelle città del nord come New York e Chicago si registrano dei miglioramenti.

In Europa la congestione stradale è sostanzialmente stabile, fatti salvi alcuni picchi in città costiere come Nizza, nel sud della Francia, mentre in Asia si registrano variazioni assolutamente irregolari, con le città di dimensioni più contenute che registrano un aumento del traffico, mentre metropoli come Pechino stentano a recuperare i livelli pre virus.

Insieme ad una ripresa del trasporto aereo totalmente insoddisfacente, questi fattori dipingono un quadro del petrolio schiacciato tra domanda stagnante ed offerta in aumento, e questo intimorisce gli Oil Bulls che, in queste condizioni, potrebbero vedere le quotazioni cedere pesantemente terreno…

Fonte Bloomberg
 

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Oil Prices Inch Higher On Surprise Crude Draw
By Julianne Geiger - Jul 28, 2020, 3:44 PM CDT


The American Petroleum Institute (API) reported on Tuesday a draw in crude oil inventories of 6.829 million barrels for the week ending July 24.

Analysts had predicted a modest inventory build of 357,000 barrels.
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The API reported a build of 1.083 million barrels of gasoline for the week ending July 24—compared to last week’s 2.019-million-barrel draw. This week’s build compares to analyst expectations for a 733,000-barrel draw for the week.

Distillate inventories were up by 187,000 barrels for the week, compared to last week’s 1.357-million-barrel draw, while Cushing inventories saw an increase of 1.144 million barrels.
 

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Wyoming regulators look to stimulate oil production in the state with a new tax relief proposal that calls for a tax exemption until the price of WTI reaches $45 per barrel

The Wyoming legislature’s Joint Minerals, Business and Economic Development Committee has sponsored a bill proposing tax relief for oil and gas companies in a bid to stimulate an increase in production.

The bill calls for a tax exemption once the price of West Texas Intermediate reaches $45 per barrel for light sweet crude and $38 per barrel for sour grades produced in the state.
While the tax exemption will only be temporary, to be in effect no longer than 12 months after the benchmark price of oil reaches the necessary threshold, its sponsors believe it could have a positive effect on the oil and gas industry in Wyoming.
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Brutal 20-Week Rig Count Collapse Finally Subsides As Oil Prices Stabilize
By Julianne Geiger - Jul 31, 2020, 12:18 PM CDT


Baker Hughes reported on Friday that the number of oil rigs fell, while the combined oil and gas rig count in the US held steady this week at 251, marking the end to the brutal 20-week slide.

The total oil and gas rigs are down by 691 compared to this time last year.

The number of oil rigs slipped for the week by 1 rig, according to Baker Hughes data, bringing the total to 180, in stark contrast to the 770 active oil rigs this time last year.

The total number of active gas rigs in the United States rose this week by 1 rig, landing at 69 total rigs. This compares to 171 rigs a year ago.

To compare active rigs with supply figures, the EIA’s estimate for oil production in the United States stayed the same for the week ending July 24—the last week for which there is data, at 11.1 million barrels of oil per day. Oil production in the United States is still 2 million bpd less than its all-time high.

Canada’s overall rig count rose this week by 3, reaching 45 active rigs. Oil and gas rigs in Canada are now down 92 year on year.
 

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Asian LNG Prices Are Way To Low For U.S. Exporters
By Nick Cunningham - Aug 02, 2020, 4:00 PM CDT


A massive wave of investment has poured into LNG export terminals around the world in recent years, and nearly all of the projects have China at the center of their business plans. While China has been the largest source of LNG demand growth for quite some time, and will likely remain a key buyer going forward, Chinese demand may not be large enough for all of the LNG projects on the drawing board. More than a few LNG projects face investment risks as China balks at prices needed for many export terminals to make sense, according to a new report. The LNG market went into a tailspin this year due to the pandemic, but in reality, the global market for natural gas was heading into a downturn at the start of 2020, before the coronavirus led to widespread shutdowns. A substantial increase in export capacity in 2019 outpaced demand growth, pushing down prices. Against a weak backdrop, the pandemic-related demand destruction knee-capped the market, leading to LNG prices in Asia (JKM) to collapse below $3/MMBtu and even below $2/MMBtu for a period of time.

LNG has been the worst-performing commodity during the pandemic, trailing even crude oil and coal.

The pain of the LNG supply glut has been felt most acutely by U.S. exporters. The gas glut in Asia led to storage filling up in Europe, and ultimately the flexibility of American LNG translated into cancelled cargoes from the United States. Dozens of cargoes were cancelled in each of June, July and August.
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Any expansion in LNG imports going forward would need to be done on the basis of import prices below $7/MMBtu. Anything above that threshold may not work out financially for Chinese companies, IEEFA found.
But here’s the problem. $7/MMBtu is likely to be too low for U.S. LNG exporters. The cost for LNG to arrive in Asia requires somewhere around $2/MMBtu for Henry Hub gas, plus $3/MMBtu for liquefaction, plus another $1/MMBtu for transportation. That means it roughly costs $6/MMBtu at a minimum to ship gas to Asia.
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Da NGI:

Heat, LNG Demand Rally September Natural Gas Futures Early

BY JEREMIAH SHELOR
August 3, 2020
Coming out of a weekend that brought a notably hotter forecast outlook and an uptick in estimated export demand, natural gas futures were sharply higher in early trading Monday. The September Nymex contract was up 11.2 cents to $1.911/MMBtu at around 8:40 a.m. ET.

Over the weekend the major weather models, especially the European, trended hotter, showing a return to above-normal temperatures starting next week, according to Bespoke Weather Services.

“This week remains anomalously cool, especially from the Midwest into the mid-South, and we also have rain/wind issues along the East Coast the next couple of days as Isaias moves up the coast,” Bespoke said. However, “by early next week, heat rebuilds from the Plains over to the Midwest and into the Northeast.

“The South holds closer to normal, similar to the predominant pattern seen much of summer to date. The tropics settled down after Isaias, but we still expect plenty more activity over the next several weeks.”

Located “well offshore” the northeast Florida coast early Monday, Isaias was expected to regain hurricane strength before threatening the Carolinas, the National Hurricane Center (NHC) said in an 8 a.m. ET advisory.

“On the forecast track, the center of Isaias will pass well east of the Georgia coast through this morning,” the NHC said. “The center of Isaias will then approach the coast of northeastern South Carolina and southern North Carolina within the hurricane warning area later today.


“The center will then move inland over eastern North Carolina tonight, and move along the coast of the Mid-Atlantic states on Tuesday and into the northeastern United States by Tuesday night.”

Over the next few days Isaias figures to “drench the Atlantic seaboard” and tamp down demand in the cash market in the process, according to analysts at EBW Analytics Group.

“The weekend forecast shift, however, calls for significantly warmer weather than previously expected starting a week from today,” the EBW analysts said. “While temperatures are not expected to be nearly as hot as in recent weeks, bulls are likely to be strongly encouraged by this shift and could try to test resistance between $1.88 and $1.94 early this week.”

Meanwhile, liquefied natural gas (LNG) feed gas demand jumped higher over the weekend, with Genscape Inc.’s estimate showing a 740 MMcf/d day/day increase on Saturday.


“Recently, a Bloomberg survey of traders found that up to 45 cargo cancellations are expected for the month of August, down from roughly 50 for the month prior,” Genscape analyst Preston Fussee-Durham said.

The largest increase in feed gas deliveries occurred at Cheniere Energy Inc.’s Sabine Pass terminal, with volumes to the facility climbing nearly 580 MMcf/d, according to Genscape estimates.

“Effective for today’s gas day (based on timely cycle nominations), feed gas demand from interstate pipelines stands at 3.85 Bcf/d — 0.68 Bcf/d more than July’s average of 3.17 Bcf/d,” Fussee-Durham said.
 

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Sul gas non credo a quello che ha scritto NGI perché:

Compared to the computer model run from 6 hours ago, forecast GWDDs have fallen -90 GWDDs or -19.9%.

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Per me è una manovra dei BIG Boys d'accordo con uncle Buffett!
Aggiungiamo che Isaias porterà pioggia e fresco su tutta la costa EST e che nella sua scia ci sarà un altro uragano che seguirà la stessa strada!
A pensar male si fa peccato......ma spesso ci si azzecca!! mi pare sia stata coniata da G. Andreotti!!!
 
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