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L'Italia ha votato: ora seguiamo l'evolversi della storia.

Wile E. Cojote

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LAGARDE: “GOVERNI RIDUCANO SUSSIDI SU CIBO E CARBURANTE”​

I governi dell’Eurozona devono limitare i sussidi su cibo e carburante, ha affermato Christine Lagarde. Il sostegno al bilancio utilizzato per mitigare i costi alimentari ed energetici per i cittadini dell’Eurozona deve essere limitato e temporaneo. Lo ha detto oggi la presidente della BCE Christine Lagarde.
Alcuni governi dell’Eurozona stanno utilizzando misure fiscali per aiutare le famiglie vulnerabili, ma ciò rischia di aumentare i già elevati disavanzi di bilancio, aumentando le pressioni inflazionistiche piuttosto che sottrarle.
“È essenziale che il sostegno fiscale utilizzato per proteggere quelle famiglie dall’impatto dei prezzi più elevati sia temporaneo e mirato”, ha detto Lagarde in un’audizione parlamentare a Bruxelles. “Ciò limita il rischio di alimentare pressioni inflazionistiche, facilitando così anche il compito di politica monetaria”.
Lagarde ha anche ripetuto il messaggio più recente della BCE secondo cui i tassi di interesse dovranno aumentare nei prossimi incontri politici anche se la crescita rallenta notevolmente. (Fonte: Reuters)
 

Wile E. Cojote

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Wile E. Cojote

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Nonostante - come scrive il “Corriere” - abbia un’altissima considerazione di sé: “Se Di Maio è stato ministro degli Esteri, non vedo perché non sarei all'altezza io”.

 

loriamen

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Premetto che la politica mi ha schifato e sono più di 10 anni che io e mia moglie non votiamo perché ci siamo resi conto che il nostro voto non serve ad un ca..o, è solo una perdita di tempo! Quest'articolo, però, mi è piaciuto tantissimo per cui ho deciso di riportarlo!!

Da Libero Quotidiano.it di Andrea Cionci:

La Meloni premier: finalmente un vero uomo a Palazzo Chigi​

22 ottobre 2022

Tranquilli, non abbiamo bevuto. Il titolo è un po’ provocatorio, ma è nato spontaneo dopo gli irritanti salamelecchi finto-parità-di-genere di alcuni politicanti di sinistra all’intronizzazione della Giorgia nazionale. (Politicanti che, peraltro, nei loro partiti esercitano un maschilismo neanderthaliano).

Per quanto la giovane signora sia indubbiamente e gradevolmente appartenente al gentil sesso – con buona pace di quelle teste gloriose che vorrebbero il genere una “sovrastruttura culturale” - il Presidente Meloni incarna, come nessun altro predecessore uomo, caratteristiche cosmiche precipuamente maschili.

I polemici si risparmino levate di scudi vetero-68ine: si tratta di principi universali, notissimi alle più antiche filosofie orientali e occidentali. Il sole e la luna, lo Yin e lo Yang, Marte e Venere, le polarità opposte che armonizzano il mondo.
Ecco gli archetipi del maschile: attivismo, tenacia, coerenza, penetranza, combattività, inflessibilità, impeto, razionalità, conservazione, assertività, costruttività, ai quali si contrappongono le complementari virtù femminili: ricettività, protezione, accoglienza, astuzia, dedizione, mediazione, intuito, pazienza, trasformazione, dolcezza, riserbo, adattabilità...

La Meloni ha vinto perché, essendo donna, ma dotata al contempo e in modo marcatissimo, di queste virtù maschili, si è presentata come un leader affidabile, capace di intercettare quelle esigenze di completezza che i disastri criminali dei governi precedenti avevano reso indispensabili.

E’ una piccola amazzone, arrivata dov’è senza mortificanti quote rosa e senza cene eleganti; non ha fatto patti col diavolo e, alla fine, ha vinto e ricevuto un premio migliore delle corna di Bafometto in cristallo Swarosky.
Pensiamo solo a chi si è avvicendato prima di lei a Palazzo Chigi: omuncoli che non hanno avuto il coraggio di presentarsi davanti agli elettori per farsi votare; arnesi messi lì dalla Mammona Unione europea, o da giochi di palazzo: vili affaristi servi di poteri sovranazionali; avvocaticchi attaccati alle gonne di cardinali massoni; nobilastri imbolsiti e catatonici; traffichini pugnalatori alle spalle; finti primi-della-classe passati al nemico; barbogi liquidatori in loden… Insomma, una corte dei miracoli che ha fatto a brandelli l’Italia e vessato il suo popolo sotto tutti i punti di vista.

Alla fine, giunti alla canna del gas - ormai costosissimo - gli Italiani hanno finalmente deciso di superare la paura infantile del Babau littorio, e si sono concessi una botta di vita: “una volta tanto, votiamo una persona normale, va’…”. E inutilmente i guitti sinistrorsi continuano a urlacchiare per la bottiglia di vino con l’etichetta del Duce, per il tassinaro che fischietta Faccetta nera, per il consigliere comunale di Trecase di Sotto che fa il saluto romano a Carnevale. Fra poco grideranno allo scandalo per le foto di Mussolini sui libri di storia, ma non attacca più, nemmeno con i predicozzi fuori tempo massimo di certe regine madri.
L’anima maschile di Giorgia Meloni c’è, ed è potente: risuona come un rombo negli armonici gravi e contraltili della sua voce quando la “appoggia” sul diaframma nei comizi. In lei c’è un piccolo Marte, nascosto e celato come quelle note ctonio-garbatelliane della sua laringe che nessuno sospetterebbe mascherate dalla risata argentina esibita nei salotti di Vespa. In tanti elettori le rimproverano le concessioni al green pass e all’armamento ucraino, ma, del resto, se avesse assunto posizioni “antisistema”, pensate che le avrebbero mai permesso di vincere e governare? Non aspettavano altro, su, nell’Olimpo del 18° piano, che un suo passo falso antiatlantista per dare l’incarico - a sfregio - a qualche orsacchiottone Eurassicurante.

Ora, si tratta di vedere solo una cosa. L’eterno maschile ha pregi e difetti: il rischio è che il piccolo Marte racchiuso in lei ci possa poi trascinare nel gorgo bellicista deep-atlantista, guidato da quel signore anziano che saluta persone immaginarie.
Magari finora è stata solo una manfrina, un gioco del poliziotto buono-poliziotto cattivo insieme a Berlusconi per fare fessi i tiranni della Ue. Forse se la bevono, chissà. Molto ci diranno le elezioni di medio-termine americane.

Fa ancora caldo, ma tra un pugno di settimane arriverà il gelo. Sapremo allora, a mente fredda - in senso sia figurato che letterale - se la Meloni sarà davvero, come si spera, l’andro-madre della Patria o l’ULTIMA delusione. E vedremo se questi primi, caldi entusiasmi tricolore non si spegneranno sotto una doccia fredda, o sotto un gelido fall-out nucleare.

Buona Domenica!!!
 

Wile E. Cojote

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Mi provoca una certa malinconia, ricordi personali...

 
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