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MpS senior e sub

Buongiorno a tutti.
Anch'io ruoto intorno a questo tema, è ovvio, ma senza ancora decidermi.
Mentre ai tempi delle sub venete i prezzi indicavano chiaramente il loro destino, soprattutto il prezzo della famosa venetina a un mese dalla scadenza, e solo se si aveva il paraocchi si poteva sperare che il Mercato sbagliasse, in questo caso i miei dubbi sono i seguenti e sono quelli per cui non mi sono mai decisa ancora ad operare, nemmeno per trading di breve ma questo solo perchè sono una fifona, a me piacerebbe poter entrare una volta, una per tutte.

a) le banche sanno tutto e i MM si spostano per tradare anche al ribasso, per loro è uguale al ribasso o al rialzo tanto sanno che va a finire bene e se tradano al ribasso ovviamente guadagnano di più.

A supporto di questa ipotesi c'è che non c'è un fuggi fuggi ma solo un fuggi di chi si fa prendere dalla strizza, cosa che farei pure io, ecco perchè mi tengo alla larga. Inoltre ho assistito a veloci ricoperture a 85, che facevano pensare a gente che voleva accumulare.

b) non è ancora deciso nulla.

A supporto di questa ipotesi i prezzi, mi sembra ovvio che prezzi sugli 80 ancora lasciano aperte tutte le ipotesi.


Detto ciò, se avessi un bel patrimonio consistente un lotto a 80/81 lo prenderei sicuro ma col mio no.
 

pietropanz

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Unicredit-Mps: Tesoro in bilico (MF)
MILANO (MF-DJ)--La presenza del Tesoro nel capitale della nuova Unicredit-Montepaschi non è scontata. Non solo perché l'acquisto di Rocca Salimbeni da parte del gruppo guidato da Andrea Orcel è ancora in bilico. ma anche perché l'operazione finanziaria al vaglio delle parti potrebbe non prevedere un ruolo di via XX Settembre nella nuova entità.

Proprio in questi giorni la due diligence avviata all'inizio di agosto da piazza Gae Aulenti è arrivata alle battute finali. Attorno alla fine del mese le risultanze dell'esame dovrebbero essere portate al tavolo della trattativa tra la banca e il Tesoro (oggi azionista al 64% di Siena) e un accordo di massima potrebbe essere raggiunto nel corso di ottobre. Se insomma l'intesa sulla privatizzazione non sembra lontana. sono ancora diversi i problemi da risolvere. Uno dei più delicati è quello relativo al rischio legale visto che nell'ultimo decennio sui bilanci del Monte si è accumulato un contenzioso che oggi vale circa 6.4 miliardi di euro.

L'ammontare è stato recentemente ridotto grazie all'accordo transattivo con la Fondazione Montepaschi. ma la zavorra resta ancora pesante e Unicredit non è intenzionata a farsene carico. Nei mesi scorsi gli advisor del Tesoro (Bofa Merrill Lynch e lo studio Orrick) hanno studiato diverse soluzioni. da una copertura assicurativa del petitum a una scissione a favore di un veicolo ad hoc. Il problema di queste opzioni però è che nessuna può escludere del tutto un'eventuale responsabilità in solido di Unicredit e dunque garantire quella neutralità patrimoniale su cui il ceo Andrea Orcel non è disposto a transigere. Ecco perché si sarebbe iniziato a ragionare su ipotesi alternative. La soluzione al problema del rischio legale potrebbe infatti passare attraverso una modifica nell'architettura finanziaria del deal. Anziché scindere la good bank dalla bad bank infatti il venditore pubblico potrebbe limitarsi a cedere a Unicredit il ramo d'azienda concordato. In questo modo. si suggerisce. il contenzioso resterebbe in capo alla vecchia Montepaschi mentre il perimetro definito finirebbe alla banca guidata da Orcel.

Un'operazione di questo genere però avrebbe una conseguenza tutt'altro che secondaria: il Tesoro non salirebbe infatti a bordo della nuova Unicredit-Montepaschi e non potrebbe pertanto recuperare parte delle perdite accumulate in questi anni come stakeholder del gruppo.

(END) Dow Jones Newswires

September 17. 2021 02:53 ET (06:53 GMT)
 

Tarquinio Prisco

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Sileoni a Class Cnbc qualche giorno fa:
"Qualcuno vuol far passare UniCredit come quella che vuole approfittarsi della cessione da parte dello Stato di Mps. Io credo che sia esattamente il contrario: a Siena c'è da mantenere lo storico marchio, c'è da garantire un presente e un futuro sereno a 21mila dipendenti e alle loro famiglie, c'è da confermare la volontà degli esodi e dei prepensionamenti (al primo licenziamento bloccheremo il settore), c'è da rispettare e mantenere la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori di Siena. E una eventuale integrazione con UniCredit dovrà mettere insieme tutti questi aspetti".
 

Tarquinio Prisco

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